[....Vivo come un cammello in una grondaia, in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali,
e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste il male...
se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]


SAKURA


[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno...]



[...shizukani tokino kizuni kurushimu murewo kundewa tobanai taka furuki oshiewo tadotte kokoronomamani konokanashimiwo norikoete...]





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G.A.Romero & D.Argento


J.Carpenter


D.Aronofsky


W.K.Wai


S.Lee


Miike Takashi


Tim Burton


David Lynch





...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!!
*loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001


lunedì, settembre 29, 2003
 

 

 

 

 

 

 

 

...questa sera ho ripensato al discorso finale di "The Big Kahuna" e mi è venuta voglia di postarlo, anche se qualcuno non lo sopporterà più a causa della canzone nella quale linus ripropone come una litania la traduzione di questo discorso, cmq vi ricordo che il film merita...

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare
un chewing-gum per risolvere un'equazionealgebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai
passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato... canta.
Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia.
A volte sei in testa. A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare
della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più
probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita,
perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un 85nne.
Sii cauto nell'accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo,
passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.






















































sussurrato da sushi | 02:34 | commenti (3)


sabato, settembre 27, 2003
 

Dietro il kimono ...arte, tradizione e gusti dal Giappone in una grande mostra dall’1 ottobre.

«Questa notte, brucia le maniche del kimono e l’uomo che ami sarà tuo per sempre». Uguale da secoli nella forma e nei tessuti, «l’orgoglio e il simbolo di ogni donna nipponica» è molto più che una cosa da indossare: è leggenda, tradizione, valori, arte e segno. E’ una lingua con regole grammaticali tutte sue, una chiave per un affascinante viaggio nel modo di pensare giapponese che vive nella mostra «Che cosa c’è dietro al Kimono» allestita a Palazzo Barolo, via delle Orfane 7 nel quadrilatero romano di Torino, da mercoledì 1 ottobre al 16 novembre. Pensata e organizzata da Consolata Pralormo con il contributo di Regione, Comune, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt e di numerosi altri enti e aziende italiani e giapponesi, la rassegna si compone di alcune sezioni in cui antico e moderno si fronteggiano in un continuo gioco di suggestioni.

Le «Ventiquattro stagioni» ospitano la grande collezione privata di Nancy Martin (oltre mille pezzi dal 1890 al 1940 allestiti con la collaborazione di Cristiano Vitali) con kimono dalle mille sfumature che, riferendosi a un calendario usato per millenni dai giapponesi, segnano i passaggi dei ritmi naturali. Ecco quindi che in primavera i colori dei kimono spaziano dal verde tenero delle prime foglie al giallo del polline, in estate trionfano i colori del caldo, in autunno è il tempo dei grigi e delle nebbie, in inverno campeggiano le tinte dei primi geli.

Antico e moderno si fondono nella collezione contemporanea di kimono prodotti nella città di Tokamaci, uno dei centri tessili più importanti del Giappone, seguendo procedimenti di lavorazione particolari e costosissimi. Si tratta di 35 pezzi che scandiscono le varie fasi della vita, esposti con la consulenza di Adua Castagno: i kimono fastosi da cerimonia si alternano a quelli variopinti dei bambini, quelli per la festa della maggiore età o della laurea (da indossare anche ai party o ai matrimoni come invitati) spariscono di fronte ai bagliori dei raffinati kimono nuziali. Non può mancare un viaggio tra novità e contraddizioni del Giappone di oggi, con «Il senso del Sol Levante», sezione curata da Marina Leonardini, che spazia dalla tecnologia al sushi, dalla moda ai manga.

Trait-d’unione tra ieri e oggi, immutabile nel tempo, è il grazioso e raccolto giardino del thé, progettato da Carola Lodari in un cortile interno, su cui si affacciano tutte le sale della mostra. Tra il rosso delle foglie d’acero e il giallo dell’ekianthus, tra le calde tonalità del bambù e le lanterne, ci si lava le mani in un recipiente di pietra per purificarsi in vista della cerimonia del té.

La mostra è un viaggio che riserva mille sorprese. Si interseca con le suggestioni dei sensi: c’è l’intimità della casa, con il suo design e i suoi rituali; c’è il contatto, quasi animale, con la gente dentro il metrò; la vista e l’udito sono catturati da colori e suoni tecnologici e il gusto è catalizzato dalle specialità sfiziose del «gurume», traduzione giapponese del francese «gourmet». E, nello stile Pralormo, che interpreta gli eventi «a tutto tondo», la mostra racchiude alcune tradizioni tipicamente giapponesi, come la cerimonia del thé, l’ikebana, la calligrafia, la vestizione del kimono e fornisce un’ampia panoramica sulle tendenze e sul fashion (dagli stilisti ai manga, dalla musica al sushi, da Banana Yoshimoto al packaging).

sussurrato da sushi | 16:24 | commenti (2)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...senza parole, serata da eliminare, ma quale Roger Sanchez e Officinie!! ..pietà!! ..e come al solito come è finita la nottata?? ..anadando a mangiare una pizza, non sia mai, ancora mi sciupo!! @___@ ..'notte a chi va a dormire con una speranza nel cuore.

sussurrato da sushi | 04:58 | commenti (1)


venerdì, settembre 26, 2003
 

 

 

Kahimi Karie
In Italia non la conosce praticamente nessuno, ma in Giappone ed in molti paesi extraeuropei è una celebrità. Anche lei non vuole proprio saperne di produrre dei suoni attraverso l'uso delle corde vocali, e la sua "Giapponese A Roma" al di là del fatto che non riesce proprio nell'obiettivo di dipingere di Dolce Vita le invasioni turistiche dal Sol Levante rasenta picchi di surrealismo a metà strada tra Dalì e Megaloman. Dal vivo (sulla sua 'Bespa') deve fare più ridere di un discorso di Berlusconi al Parlamento Europeo!! ^__^  Ma anche in versione studio si difende piuttosto bene.

 

 

 

clicca per ascolare la canzone in formato Real Player

UNA GIAPPONESE A ROMA

Sono piccola come Lolita.
(Sono giapponese a Roma.)
Sono una ragazza sola.
(Sono giapponese a Roma.)

Con la mia Vespa
(Sono giapponese a Roma.)
voglio fare la ginnastica artistica.
(Sono Giapponese a Roma.)

Modernista, futurista,
il Duce e' fascista.
Una giapponese, bella ragazza
solo con la mia Vespa
via del Corso, Villa Borghese
,
due cappuccini per piacere
cazzo  di Dio
, santa Madonna
una giapponese a Roma

Ai giardini di Villa Borghese
(Sono giapponese a Roma.)
Voglio mangiare i gelati
(Sono giapponese a Roma.)

Modernista, futurista,
manifestazione,
qualunquista
al Gia
niclo
,
sotto gli alberi di limone nel
grotto
,
voglio scopare
, fare l'amore,
con i ragazzi di
Trastevere
.
Modernista, Futurista,
una giapponese a Roma.

Marinetti
mangia gli spaghetti.
Giorgio de Chirico
beve cappuccini.
I ragazzi di Trastevere
con le
Lambrette
e i Lamborghini,
io sono la vostra prima ballerina.
Io sono prima donna discoteca.

Andiamo allegri
al mare in
cinquecento
.
Guarda il panorama
sulla Cristoforo Colombo.
Madre mia, l'amare
e' come una bella pittura.
Voglio trovare la dolce vita.
















































sussurrato da sushi | 04:34 | commenti (2)


mercoledì, settembre 24, 2003
 

...perchè pagare 30 euri per sentirsi prendere per il culo da uno che si chiama 50 centesimi??

...concerto pietoso, 1 ora e 40 effettiva di presa per il culo agli europei, e non vorrei tirarmi dietro le critiche di qualcuno dicendo dei "bianchi"! ...perchè è cmq razzismo in qualsiasi caso, anche in senso inverso, ma tornando al concerto possiamo dire che tranne il colpo d'occhio della risposta del pubblico, caldo all'inverosimile, e per la grandiosità tipica dello show business americano, nulla ha convinto a partire dal mega pacco tirato da Busta, ad arrivare ad un concerto confezionato sottovuoto, senza nessuno spiraglio di free style o virtusismo, per finire con un approccio fastidioso ed altezzoso che una star ha col proprio pubblico: va bene tirami le magliette a costo di uccidere i tuoi fans che per accaparrarsele facevano bungee dagli spalti, non salutarmi e non ringraziarmi alla fine del concerto, prendimi per il culo perchè non ti caspisco come vorresti tu, ma non fare la pubblicità delle scarpe con tanto di sorrisino, e shining sul dentino con volto a 3/4 per poi tirarle addosso ad una diciottenne allupata, che già è senza reggiseno perchè te l'ha tirato sul palco, procurandogli un trauma cranico, oltre allo shock già avvenuto per la tua simulazione di autoerotismo col microfono!! ...e poi ingnorante quando fai l'elenco delle città della turne non dire "Svizzera", si che sarà grande come la tua villa di Santa Monica ma evitati la figura!! ...l'unico complimento è stato per l'erba che aveva fumato in serata a Milano, e per forza abituato al loro canapone da fumare senza tabacco se ne sara andato alle cozze con un cannone di Skunk!! ...ho detto già troppo, non si meritava sta perdita di tempo, per fortuna che era pieno di donzelle avvenenti, anche se colpite dalla "jungle fever" (Spike Lee...) e quindi con occhi solo per the nigga', ma quello del black power in ambito femminile è un altro ragionamento...

sussurrato da sushi | 21:51 | commenti (4)


martedì, settembre 23, 2003
 

 

IL SADO, ovvero la cerimonia del tè...

Tutte le persone sono uguali nella stanza del tè" è un assioma fondamentale, una regola che si riflette anche nell'aspetto della casa da tè. Per esempio, la porta è così piccola che tutti gli ospiti si devono inchinare allo stesso modo per entrare. Inoltre i discorsi futili sono banditi e tutti quegli oggetti che indicano la propria condizione sociale ed economica, orologi, borse, gioielli e perfino fedi nuziali, vanno lasciati fuori dalla stanza. Tutto ciò mira a creare un'atmosfera di armonia, di rispetto, di purezza. Quello che fa della cerimonia del tè qualcosa di così complesso di così difficile da definire è che il "vero Tè" è soprattutto uno stato d'animo. Quello che conta non è certo preparare una ciotola di tè, ma farlo nella giusta predisposizione di spirito. Il raggiungimento di questo risultato è un impegno che dura tutta la vita. Con un cuore puro e propositi benevoli, il padrone di casa fa di tutto per trattare premurosamente e fare sentire a proprio agio gli invitati, che ricambiano gentilmente la sua attenzione. Per creare un'atmosfera in cui ci si senta a proprio agio occorre innanzi tutto evitare ogni motivo di imbarazzo, esigenza che ha influenzato le caratteristiche dell'ambiente in cui si svolge la cerimonia. Questo è uno dei motivi per cui ci si sottopone ad anni di allenamento per eseguire i movimenti in maniera del tutto naturale, di modo che la mente possa essere pronta all'improvvisazione creativa e ogni cosa appaia immediata e spontanea. Solo così sarà possibile che l'invitato non si senta in debito e a disagio.

sussurrato da sushi | 03:18 | commenti (3)
 

 ...e stasera ci facciamo du risate al mega event al forum di Assago ...vado a nanna che mi aspetta una lunga giornata, devo ancora capire se vestirmi da PIMP (pappone!!) quindi tutto Ferragamo, Gucci e Armani, oppure se conciarmi molto old school, che problemi eh??!!! (...visto che io non linko i blog che leggo è doveroso un beso per hanami!! ^_^) HAPPY PEOPLE AT WORK!

 

 

sussurrato da sushi | 02:59 | commenti (2)


lunedì, settembre 22, 2003
 

Tomás si diceva: fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantitá infinita di donne) ma col desidero di dormire insieme (desiderio che si applica a un'unica donna).

L'insostenibile leggerezza dell'essere

 

 

 

 

 

 

 

…il suo incotro con Tereza fosse stato determinato da sei improbabili coincidenze. Ma non é invece giusto che un avvenimento é tanto piú significativo e privilegiato quanti piú casi fortuiti intervengono a determinarlo? Soltanto il caso puó apparirci come un messaggio. Ció che avviene per necessitá, ció che é atteso, che si repete ogni giorno, tutto ció é muto. Soltanto il caso ci parla.

L'insostenibile leggerezza dell'essere

 

 

 

 

 

 

 




sussurrato da sushi | 03:11 | commenti (2)


domenica, settembre 21, 2003
 

 

...senza parole per la Belushi's night!!! ...febbrina per primo bacillo di influenza arrivato a Torino, e per caso l'hai incontrato tu l'altra sera ai Muri, sorseggiando del Southern Comfort?? ...persona che ti ritiene amico solo perchè gli fai comodo, e non ha la più pallida idea di cosa voglia dire amicizia, ed ha la capacità di far incazzare un monaco tibetano?? ...serata che aspettavi da giorni perchè il compleanno di una tua amica arriva solo una volta l'anno?(ma dai?!!) ...la 36 di pantaloni che non metterai a meno che non ti decida a fare 2 anni di ramadan? ...è proprio quando the real world non te gusta che non c'è cosa migliore di un film azzeccato!! ...John per l'ennesima volta ti sono grato per la mandibola indolinzita dalle gigniate!!

 

 

sussurrato da sushi | 05:49 | commenti


giovedì, settembre 18, 2003
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...viscido viscido sta per raggiungermi il malessere molliccio, e impalpabile del cambio di stagione; ma chi l'ha detto che essere più sensibili è una fortuna?? ...questa strafottuta ansia, per quanti anni ancora dovrà affettare la mia vita?? ...prepariamoci all'ennesima settimana di percezione alterarata, tipo rollercoaster da MDMA, 'notte alle anime insonni, impaurite ed esauste...

sussurrato da sushi | 01:54 | commenti (2)


domenica, settembre 14, 2003
 
 
 
...secondo post dedicato a Sophia Coppola questa volta riferito al suo primo piccolo capolavoro: "il giardino delle vergini suicide" è infatti un film meraviglioso, con un'ottima sceneggiatura, una cura maniacale per i particolari, un'interpretazione perfetta dei suoi protagonisti e una regia squisita. Gli anni Settanta vengono esaltati da un tripudio di piccoli accorgimenti che impreziosiscono la grazia di un film destinato a diventare un cult tra i giovani. Le trovate registiche sono continue e permettono al film di non diventare mai pesante. Infatti, la caratteristica di questa pellicola è il clima malinconico rotto qua e la da brillanti trucchetti venati di uno humor che conquista. La trama è tutta nel titolo: le vergini suicide sono 5 sorelle alle prese con l'angoscia di vivere o di vivere in modo alienante e represso. Di alternative non ce ne sono. E per non essere dimenticate lasciano entrare nel loro giardino un pugno di ragazzetti dagli ormoni impazziti, ma consci dell'inquietudine che aleggia in ogni momento nell'aria intorno alle ragazze. Il Giardino Delle Vergini Suicide è un dipinto grazioso di un'innocenza troppe volte spezzata dal rigore mentale di una società che vuole omologare e classificare a tutti i costi. Straordinaria nella sua drammaticità è la risposta che la piccola Cecilia, prima delle sorelle a suicidarsi, da al dottore dubbioso sul fatto che a quell'età si possa già essere così delusi dalla vita: "evidentemente lei non è mai stato una ragazzina di 13 anni". La colonna sonora è la fedele riproduzione di un'epoca; diventa strumento di comunicazione tra la dimensione di cattività delle ragazze e l'esterno. Il rogo dei dischi di vinile, a cui la ribelle Lux è costretta dalla madre, la dice lunga sull'identificazione tra musica e libertà nell'adolescenza. A mancare però è l'identificazione dello spettatore nel dramma delle sorelle. E si potrà anche obiettare che non è questo che il cinema deve fare, che anzi quanto più è poetico, trasfigurato il realismo, tanto più è potente.



sussurrato da sushi | 18:31 | commenti (1)
 

...postare l'immagine di Bacco è la maniera più sottile per farvi comprendere il mio stato mentale e fisico da "day after" ...postumi su postumi, per fortuna alla festa del vino c'è stata la possibilità di bere soprattutto vino altrimenti avessi esagerato con i superalcolici oggi sarei viola, visto che non sono una cima nel tenermi a freno!! @___@ ...ora non posso fare altro che fare scemare questa domenica barcollando dal letto al divano, sperando che stasera non mi venga voglia di continuare la movida!!! (...ma quanta caxxo di gente c'era a sto d'ouja d'or!!? ...per onor di cronaca il bolletttino di guerra si è limitato a: fritto misto alla piemontese; ravioli d'asino; carpionata di cotoletta con frittatina alle erbe e fagioli; torta al ciccolato con le mele; soma d'aj; polenta e gorgonzola; tagliolini ai funghi; tutto rigorosamente in questo ordine, ovvero sparso ^__^ ...ogni pietanza accompagnata dal vino appropriato, e con l'aggiuntina di 4 bottiglie per cercare di fare bingo con i punti della patente al primo posto di blocco sulla strada del ritorno!!)

sussurrato da sushi | 16:23 | commenti (1)


mercoledì, settembre 10, 2003
 

...il libro segreto non del culto della morte, ma della leggerezza di vivere, e della bellezza del vivere con onore. Aneddoti, consigli, ricordi, storie, aforismi che per secoli hanno formato l'anima, e affilato la spada, dei samurai. In una traduzione e cura precise e amorevoli, pensate per il lettore moderno. Non è certo la prima volta che in Occidente si sente parlare della Hagakure, il "codice", o la "via", del samurai, il guerriero giapponese legato da un patto indissolubile di obbedienza al suo signore feudale. Circolava almeno la versione di Yukio Mishima, lo scrittore che si uccise secondo il rituale samurai. Si parla sempre di "versioni" della Hagakure, perché i diversi testi in circolazione sono sintesi degli undici volumi originali nei quali l'allievo Tsuramoto Tashiro raccolse l'insegnamento di Yamamoto Tsunetomo, il guerriero, divenuto monaco, che aveva deciso di divulgare il codice segreto dei samurai. Si tratta di un atto esemplare di trasgressione, perché Tsunetomo in punto di morte ordinò che tutto venisse bruciato, e l'allievo disobbedì, salvando quello che sarebbe diventato uno dei fondamenti culturali del Giappone moderno. Attraverso la Hagakure l'etica del samurai passò infatti dalla casta guerriera all'intera società. I brani tradotti, che costituiscono la migliore e più accessibile tra le varie sintesi moderne, permettono di capire come, dietro l'apparente e paradossale culto della morte, ci siano anche un'invidiabile fermezza morale e una "morte dell'io" non priva di possibile compassione. Carlo Lucarelli, nella presentazione, ci svela poi che l'etica samurai ha molto a che fare con il gusto tutto contemporaneo per il noir, un esempio straordinario del quale è il film di Jim Jarmusch, Ghost Dog, e da qui torno al post del brotha' Torakiki... ^__* ...da leggere è cmq il libro che ghost dog passa alla bambina durante il film, ovvero: "Rashomon" che ispirò anche Kurosava per l'omonimo film del '50, ma questa è un'altra storia...

sussurrato da sushi | 22:36 | commenti (5)


martedì, settembre 09, 2003
 

 

 

Bunraku
Il Bunraku è il teatro dei burattini tradizionale, in cui i pupazzi vengono abilmente manovrati per inscenare un testo (joruri) con l'accompagnamento di uno strumento a tre corde (shamisen).

 

sussurrato da sushi | 16:57 | commenti (1)
 

La sintesi, fino a oggi più complessa, fra la civiltà musicale dell’Oriente e quella dell’Occidente, è stata realizzata dal giapponese Toru Takemitsu. Debussy, Messiaen, Scriabin, John Cage e Aaron Copland, paiono nomi buttati lì a caso e invece nell’opera di Takemitsu compongono una preziosa trama di riflessioni e riscoperte. L’affermazione “conoscere è ricordare”, in cui siamo soliti identificare una delle radici della cultura dell’Occidente, trova nell’opera di Takemitsu, una fertilissima conferma. Ricordare per “sognare a occhi aperti” è una facoltà che nell’opera di questo grande musicista si estende all’acqua, alle nuvole, agli alberi, ai giardini. Nel raccontarci questa onirica ma precisissima mescolanza di linguaggi, la musica di Takemitsu ci offre qualcosa di cui oggi sentiamo acutamente la necessità. Domani pomeriggio vi ricordo che l'appuntamento è alle ore 17 al conservatorio G.Verdi, un invito anche per i curiosi, chi volesse venire col sottoscritto e compagnia bella, lasci un messaggio, si continua con aperitivo e forse si continua in serata!! .."happy people at work"!!! *__^

 

 

 

 

 

sussurrato da sushi | 16:47 | commenti (1)


lunedì, settembre 08, 2003
 

Fumo Denso


Tutto quello che amo scompare,
tra il farfugliare,
delle persone sole,
non cercare di intuirne il labiale.
Non torniamo più gli stessi
dopo i tradimenti,
la colonia estiva,
l'apparecchio ai denti,
quelle piccole sfumature
che possono entrare
tra i nostri sorrisi
e tutte le facce più scure,
.... di trovare qualcuno
che ti dica ti amo
senza mai guardarsi intorno e chiedersi cosa facciamo
per godere dell'alba
del vento che abbraccia la vita...
il profumo dei tuoi capelli rende primavera...
quest'inverno le foglie non cadranno...
e tu non sarai sola...
per cercare te stessa tra
le note di una viola...


Tutto quello che amo scompare
tra un'ottima amica e una pessima madre
nell'ombra sotto l'ombrellone
la paura di restare soli
il futuro che incombe
terrorizza chi riempie la sua vita con un niente
e magari ha trovato l'amore
e l'ha scansato
per far posto ad un'altra passione
che lo fa sentire rinato
e paghiamo per sentirci
uguali a qualcuno che non ci assomiglia mai
per godere dell'alba
del vento che abbraccia la vita...
il profumo dei tuoi capelli rende primavera...
quest'inverno le foglie non cadranno...
e tu non sarai sola...
Per cercare te stessa tra
le note di una viola...


Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)

Otto Hom























































sussurrato da sushi | 00:58 | commenti (1)


venerdì, settembre 05, 2003
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Budapest, Novembre 1999. Alla fermata del tram sotto il ponte Petofi
© Tommaso Bonaventura


sussurrato da sushi | 19:01 | commenti (1)
 

...mi faccio schifo da solo!! ...ho comprato l'ennesimo paio di sacrpe!! ...qualcuno deve aiutarmi @___@ ...devo capire qual è la mia patologia, perchè pur essendo in "viola" in banca, mi faccio intortare da una commessa(...che oltre tutto conosce bene i miei punti deboli!!) a spendere 200 EURI per un paio di Puma di Jil Sander solo dicendomi che a Torino di questo modello ne arrivrrannò solo tre paia!! ...caxxo se stasera prima di uscire mi balena in testa la frase "non so che scarpe mettermi" che qualcuno venga a prendermi a zappate in testa!! (..però sono belle eeeh??!! ...non ho trovato la foto del modello esatto e dello stesso colore perchè non ci sono ancora in rete!! ...perdincibacco!! ^__^) ...si si lo so faccio pietà non dite nulla...

sussurrato da sushi | 17:54 | commenti (2)
 

 

No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no... ah no: se si balla non vengo. No, no... allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto cosí, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: "Michele vieni di là con noi dai..." e io: "andate, andate, vi raggiungo dopo..." Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci Nicola.

 

 

sussurrato da sushi | 03:18 | commenti (1)


giovedì, settembre 04, 2003
 

Sofia Coppola: ...a Tokio con poesia

VENEZIA — E' davvero bello il film di Sofia Coppola "Lost in translation", in concorso nella sezione Controcorrente. E' bello già dal titolo. "Lost in translation" si riferisce a qualcosa che si è perduto in una traduzione: un significato, un particolare, un sottosenso magari importante. Ed è una delle cose che accadono al protagonista, Bill Murray, americano finito in Giappone per fare da testimonial a una marca di whisky. In una esilarante scena, il regista dello spot, tanto giovane, tanto autoritario, tanto alla moda, gli rovescia addosso un milione di parole urlate in giapponese, e ridotte dalla traduttrice a un monosillabo. Tutto il resto è "lost in translation". Ma "lost in translation" sono anche i personaggi del film: perduti nella traslazione, nel cambio di orizzonte, nel passaggio dall'America a un Giappone incomprensibile di luci, di neon, di solitudine. E perduta è anche l'ultima frase del film, quella che dovrebbe render tutto chiaro: i protagonisti se la dicono all'orecchio, a noi non resta che immaginarla. E' una frase che arriva dopo che per tutto il film ti è venuto un desiderio fortissimo: che i due protagonisti si incontrino, che sappiano trovare il sollievo dell'unione, del contatto fisico.
Dopo "Il giardino delle vergini suicide", il sorprendente film d'esordio, la figlia di Francis Ford Coppola racconta - con tocchi di rara delicatezza e intelligenza - la solitudine. Quella dell'attore Bill Murray, prigioniero di alberghi di lusso, dei soldi a palate che gli daranno per uno spot. E quella di lei, Scarlet Johansson. Bionda, lieve come le vergini del film precedente. Con un marito che ormai è cieco a quello che lei è, a quello che vuole diventare. Tutti e due perduti sotto le quattro stelle gelide dell'Hyatt hotel di Tokio.
«Per raggiungere quella tensione, quell'intimità, quell'intensità che si creano fra Bill e Scarlet - dice la regista, Sofia Coppola - abbiamo girato le scene in ordine cronologico. Dal loro primo incontro, in poi. Man mano che giravamo, è accaduto quello che il film racconta: Bill e Scarlet hanno cominciato a conoscersi, hanno improvvisato, hanno trovato un loro rapporto emotivo». Poi confessa: «Tutta la forza del film era nel saper legare malinconia, amore, dolore e tristezza, e nel mantenere l'equilibrio fra tutti questi sentimenti. Dovevo mantenere la tensione fra loro, e tutto il segreto era nei dettagli».
Le chiedono perché, nel film, inserisce una scena in cui i due protagonisti guardano "La dolce vita" di Fellini dalla stanza d'albergo: «E' accaduto a me, una sera. Giravo i canali della tv, e ho visto 'La dolce vita' con i sottotitoli in giapponese. Mi è sembrata un'immagine perfetta dell'atmosfera di alienazione che ti può prendere, laggiù». E Bill Murray aggiunge: «In Giappone non è come andare all'estero, che so, in Francia. In Francia o in Italia qualcosa puoi capire: ma in Giappone è tutto incomprensibile. Hanno venti milioni di abitanti e le strade non hanno nomi. Sono tutti gentili, ma non capisci una parola, ti sembra di essere vittima di uno scherzo, e speri sempre che non ti riempiranno di piume e di colla!». Intanto, in sala, il pubblico consacra il piccolo film dello scricciolo Sofia: applausi lunghi, convinti. Ad oggi, è uno dei film più applauditi della Mostra. In Italia uscirà con il titolo "L'amore tradotto", e addio a tutti i giochi di senso dell'originale.

di Giovanni Bogani




sussurrato da sushi | 18:49 | commenti
 

 

 

 

...Takeshi "Beat" Kitano all'ingresso del Palazzo del Cinema ...in laguna per presentare il suo nuovo film "Zatoichi"!!

 

 

 

 

 

sussurrato da sushi | 18:38 | commenti (1)
 

 

 

 

 

 

 

"Zatoichi" è il mio primo film d'epoca ma è anche la prima volta che dirigo un film tratto da un'idea altrui. Pensavo che "Zatoichi" sarebbe stato un film duro da fare perché generalmente si pensa che un film d'epoca sia molto più accurato. In realtà è stato molto divertente. Ho trovato l'intero processo di lavorazione di un film d'epoca molto più fittizio perché ho dovuto inventare tutto. Questo mi ha permesso di fare cose strampalate ed esplorare nuove aree che non avevo mai esplorato prima. Sono d'accordo con chi mi dice che "Zatoichi" deve essere il film più divertente che abbia mai fatto. Posso senz'altro dire che fare questo film è stata una delle esperienze artisticamente e creativamente più soddisfacenti della mia carriera. Adesso spero solo che il pubblico di "Zatoichi" si diverta guardandolo tanto quanto mi sono divertito io facendolo.

Takeshi Kitano



sussurrato da sushi | 18:13 | commenti (2)
 

 

...devo assolutamente andare ad un concerto di quetsa Maki Gato!! ...la amo già!! ^__^ ...ma quant è bellina!!!! ...sarà il mio flip di questo periodo, devo sapere tutto di lei, anche se scoprirò che sarà l'equivalente della nostra Alexia!!!

 

 

 

 

 

 

sussurrato da sushi | 00:23 | commenti (2)


mercoledì, settembre 03, 2003
 

Io vivere vorrei addormentato
dentro il dolce rumore della vita.


 

Sandro Penna

sussurrato da sushi | 20:45 | commenti