[....Vivo come un cammello in una grondaia, in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali,
e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste il male...
se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]


SAKURA


[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno...]



[...shizukani tokino kizuni kurushimu murewo kundewa tobanai taka furuki oshiewo tadotte kokoronomamani konokanashimiwo norikoete...]





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G.A.Romero & D.Argento


J.Carpenter


D.Aronofsky


W.K.Wai


S.Lee


Miike Takashi


Tim Burton


David Lynch





...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!!
*loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001


mercoledì, aprile 28, 2004
 

 ...il Frafrà si è preso la briga di creare una serata; tanto il sabato sera non ho mai voglia di fare nulla e le alternative non inflazionate sono ben poche!! ..ho approfittato di questo localino appena aperto, il MOOD CAFE', nulla di particolare, semplice ma con una bella location all'aperto con una vista fantastica sulle porte Palatine, provare per credere. Sarà una sorta di pre-inaugurazione, visto che quella vera e propria avverrà la settimana prossima, io aspetto a braccia aperte chiunque voglia venire a bere qualcosa ascoltando della musica ben selezionata, e sempre HAPPY PEOPLE AT WORK!!!!! 

sussurrato da sushi | 03:12 | commenti (4)


giovedì, aprile 22, 2004
 

 




 

IT'S NO GAME (Part 1)
(Bowie)

1
2
1-2-2

Shiruetto ya kage ga kakumei o miteiru
Mo tengoku no giyu no kaidan wa nai2

Silhouettes and shadows
watch the revolution
No more free steps to heaven
It's no game

Ore genjitsu kara shime dasare
Nani ga okkote irunoka wakara nai
Doko ni kyokun wa arunoka
Hitobito wa yubi o orareteiru
Konna dokusaisha ni iyashime rareru nowa kanashii

I am bored from the event
I really don't understand the situation
And it's no game

Documentaries on refugees
Couples 'gainst the target
You throw a rock against the road
And it breaks into pieces
Draw the blinds on yesterday,
and it's all so much scarier
Put a bullet in my brain,
and it makes all the papers 2

Nammin no kiroku eiga
Hyoteki o se ni shita koibito tachi
Michi ni ishi o nage reba
Kona gona ni kudake
Kino ni huta o sureba
Kyohu wa masu
Ore no atama ni tama o buchi kome ba
Shinbun wa kaki tateru

So where's the moral
when people have their fingers broken2
To be insulted by these fascists
it's so degrading
And it's no game

Shut up! Shutu

NON E' UN GIOCO (Parte 1)
(Bowie)

1
2
1-2-2

Shiruetto ya kage ga kakumei o miteiru
Mo tengoku no giyu no kaidan wa nai 1

Sagome e ombre
osservano la rivoluzione
Niente più passi liberi verso il paradiso 2
Non è un gioco

Ore genjitsu kara shime dasare
Nani ga okkote irunoka wakara nai
Doko ni kyokun wa arunoka
Hitobito wa yubi o orareteiru
Konna dokusaisha ni iyashime rareru nowa kanashii

Sono annoiato dagli eventi
Non riesco proprio a capire la situazione
E non è un gioco

Documentari sui rifugiati
Coppie nel mirino
Lanci un sasso sulla strada
E si frantuma in pezzetti
Abbassa il sipario sul passato,
e fa tutto più paura
Ficcati una pallottola in testa, e finirà su tutti i giornali 3

Nammin no kiroku eiga
Hyoteki o se ni shita koibito tachi
Michi ni ishi o nage reba
Kona gona ni kudake
Kino ni huta o sureba
Kyohu wa masu
Ore no atama ni tama o buchi kome ba
Shinbun wa kaki tateru

Dove è quindi la morale
quando si rompono le dita alla gente4
Essere insultati da questi fascisti è così degradante
E non è un gioco

Zitto! Shutu!


Note
: 1 Il testo in giapponese è la traduzione esatta del testo inglese. Bowie dichiarò a proposito di questo brano che voleva interrompere una sorta di atteggiamento maschilista verso le donne e pensò che una Giapponese lo potesse rappresentare bene, poiché chiunque si raffigura la Geisha dolce, riservata, senza cervello. Così Michi Hirota cantò i versi con una voce da samurai molto macho.
2 "Free steps to heaven" é il titolo di un brano di Eddy Cochran, rocker degli anni 50.
3 Alcuni versi di questo paragrafo sono ripresi dalla canzone "I'm tired of my life" che Bowie scrisse negli anni 60.
4 Il riferimento è per la tortura diffusa in Cile di rompere le dita
.

IT'S NO GAME (part 2)
(Bowie)

Silhouettes and shadows
watch the revolution
No more free steps to heaven
Just walkie-talkie - heaven or hearth
Just big heads and drums - full speed and pagan
And it's no game

I am barred from the event
I really don't understand the situation
So where's the moral
People have their fingers broken
To be insulted by these fascists it's so degrading
And it's no game

Documentaries on refugees,
couples 'gainst the target
Throw a rock against the road,
and it breaks into pieces
Draw the blinds on yesterday,
and it's all so much scarier
Put a bullet in my brain,
and it makes all the papers

And it's no game

Children round the world,
put camel shit on the walls

They're making carpets on treadmills,
or garbage sorting

And it's no game

NON E' UN GIOCO (parte 2)
(Bowie)

Sagome e ombre
osservano la rivoluzione
Niente più passi liberi verso il paradiso 13
Solo walkie -talkie - paradiso o casa
Solo grandi teste e tamburi - a ritmo pieno e pagani
E non è un gioco

Sono allibito dagli eventi
Non riesco proprio a capire la situazione
Allora dov'è la morale?
La gente ha le dita spezzate
Essere insultati da questi fascisti è così degradante
E non è un gioco

Documentari sui profughi,
coppie nel mirino
Lancia un sasso sulla strada,
e si farà in pezzi
Abbassa il sipario sul passato,
e fa tutto più paura
Mi infilo una pallottola in testa,
e finisce su tutti i giornali

E non è un gioco

I bambini sparsi nel mondo,
gettano merda di cammello sui muri

Fanno tappeti spingendo le pale,
o smistamento di spazzatura

E non è un gioco


Note
: 13 "Free steps to heaven" é il titolo di un brano di Eddy Cochran, rocker degli anni 50.

ASHES TO ASHES4
(Bowie)

Do you remember a guy that's been
In such an early song
I've heard a rumour from Ground Control
Oh no, don't say it's true

They got a message
from the Action Man
"I'm happy, hope you're happy too
I've loved
all I've needed to love
Sordid details following"

The shrieking of nothing is killing
Just pictures of Jap girls
in synthesis and I
Ain't got no money and I ain't got no hair
But I'm hoping to kick but the planet it's glowing

CHORUS
Ashes to ashes, funk to funky
We know Major Tom's 4
a junkie
Strung out in heaven's high
Hitting an all-time low

Time and again I tell myself
I'll stay clean tonight
But the little green wheels are following me
Oh no, not again
I'm stuck with a valuable friend
"I'm happy, hope you're happy too"
One flash of light
but no smoking pistol

I never done good things
I never done bad things
I never did anything out of the blue,
Want an axe to break the ice
Wanna come down right now

CHORUS

My mother said
to get things done
You'd better not mess
with Major Tom

CENERE ALLA CENERE 5
(Bowie)

Vi ricordate di quel ragazzo che stava
In una canzone così vecchia
Ho sentito una voce dalla Torre di Controllo
Oh no, non ditemi che è vera

Hanno ricevuto un messaggio
dal Protagonista
"Sono felice, spero che anche voi lo siate
Ho amato tutti quelli
che avevo bisogno di amare
Seguono sordidi dettagli"

L'urlo del Nulla mi sta uccidendo
Solo foto di ragazze giapponesi
in sintesi e io
Non ho soldi e non ho capelli
Ma spero di farcela ma il pianeta sta bruciando -

RITORNELLO
Cenere alla cenere, funk al funky 6
Sappiamo che il Maggiore Tom 7
è un tossico
Confinato nell'alto dei cieli
Raggiunge una depressione senza fine

Spesso mi sono detto
Devo rimanere "pulito" stanotte
Ma le piccole assuefazioni mi inseguono
Oh no, non un'altra volta
Sono cotto di un amico prezioso
"Sono felice, spero che anche voi lo siate"
Un lampo di luce
ma nessuna pistola fumante

Non ho mai fatto cose buone
Non ho mai fatto cose cattive
Non ho mai fatto niente di inaspettato
Voglio un'ascia per rompere il ghiaccio
Voglio tornare immediatamente giù

RITORNELLO

Mia madre mi diceva
di portare a termine le cose
Meglio che non perdi tempo
con il Maggiore Tom 8


Note
: 5 Ashes to Ashes, Dust to Dust: "cenere alla cenere, polvere alla polvere" preghiera proveniente dal canone di preghiera della Chiesa Anglicana, in particolare usato nel rito del funerale
6 E' probabile che questo verso sia un nonsense per mantenere una certa assonanza con la preghiera originale "cenere alla cenere, polvere alla polvere" e nello stesso tempo fare rima con "junkie". Il funk è un genere musicale e pertanto potrebbe esserci anche un doppio senso.
7 Major Tom è il protagonista di Space Oddity, tutto il brano costituisce un aggiornamento della sua storia.
8 Bowie riscrive una filastrocca per bambini che dice: "My Mummy said/that I never should/play with the Gipsies in the wood" ("La mamma mi ha detto/che non dovrei mai/giocare con gli Zingari nel bosco")

 

 












































































































































































































































































sussurrato da sushi | 16:32 | commenti (2)
 

 

 

...E tutto questo, dopo aver programmato tutto, lo perderò per un fottuto autovelox da 500 EURI!!!! ...mi farò raccontare tutto dai miei amici, che messi davanti al grande schermo sono molto simili al sottoscritto, tutti animali da rassegna!!! ...BELLA FEDE!!!

UDINE F A R E A S T F I L M 6
23/30 aprile 2004 - Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”

Opening films: Dance with the Wind (Corea) e Cell Phone (Cina) Closing films: Turn Left Turn Right (Hong Kong) e TAE GUK GI (Corea)
Anteprime assolute e preview europee "Una retrospettiva dedicata a un maestro del cinema di Hong Kong, il mitico Chor Yuen" Un omaggio al regista cinese Zhang Yuan, già vincitore a Venezia nel 1999 con Diciassette anni # Un tributo a un talento del Giappone contemporaneo, Ichikawa Jun…
…e ancora…
Il prequel e il sequel di Infernal Affairs, la più avvincente saga poliziesca che Hong Kong abbia sfornato negli ultimi dieci anni "Il softcore sudcoreano Sex Sweet & Love [presentato da Tinto Brass]" La nuovissima commedia filippina Bridal Shower e lo Spiderman di Erik Matti ambientato a Manila.
comunicato stampa del 13 aprile 2004 con preghiera di pubblicazione/diffusione

56 titoli suddivisi in 8 sottosezioni e in 8 giornate di programmazione. L’anteprima assoluta di Dance with the Wind e di TAE GUK GI. E poi, ancora, preview europee. Omaggi. Approfondimenti. Scoperte. Incontri. Dibattiti… FAR EAST FILM, confermandosi la più ricca vetrina mondiale dedicata al cinema asiatico, sta per tagliare il traguardo della sesta edizione e sta per convocare al Teatro Nuovo di Udine l’ormai classica folla di superstar, dive, registi, produttori, cinefili, giornalisti, studenti e addetti ai lavori. Una folla che, quest’anno, animerà il capoluogo friulano dal 23 al 30 aprile [con un’appendice, ricordiamo, anche la mattina di sabato 1 maggio]. FAR EAST FILM, che nell’arco di pochi anni è giunto ad occupare un posto di primissima fila nel gruppo dei maggiori eventi cinematografici, è un festival unico, indipendente, lontano dai meccanismi di potere e forte di una sola e chiara vocazione: la passione per la cultura dell’Estremo Oriente. Una vera e propria Festa del Cinema che non stabilisce gerarchie tra visioni pop o d’élite, tra piccole opere underground o scintillanti produzioni mainstream: si muove a trecentosessanta gradi e incontra, ogni anno, il supporto di un pubblico motivatissimo e fedelissimo [chiamato in causa anche per incoronare, con l’Audience Award, il proprio film preferito]… Ideato e sviluppato dal Centro Espressioni Cinematografiche, una delle massime istituzioni cinematografiche della Regione Friuli Venezia Giulia, il festival è frutto del lavoro di una squadra collaudata e affiatata: esperti, appassionati, tecnici e, ovviamente, consulenti. I consulenti che vivono e vagliano i film nel proprio territorio asiatico di riferimento, garantendo così alla selezione le esclusive, le novità, la lettura e l’interpretazione dei nuovi trend emergenti, la rappresentazione delle mutazioni sempre in atto in un cinema, come quello del lontano Est che da sempre, a livello mondiale, appare tra i più frizzanti e creativi. Grazie a questo impegno collettivo, al Teatro Nuovo di Udine si potranno vedere i blockbuster che hanno fatto furore nel lontano est (Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Filippine, Taiwan), si potrà applaudire un’importante retrospettiva e inoltre, ogni giorno, si potranno approfondire vari nodi tematici e conoscere da vicino i protagonisti della scena asiatica…

Rose nere e guerrieri sentimentali: il cinema di Chor Yuen
Ai gloriosi fasti hongkonghesi, che tanto influenzano l’immaginario dei cineasti contemporanei, appartiene l’opera di Chor Yuen: il più importante regista di genere ancora da (ri)scoprire in Occidente… FAR EAST gli dedica una retrospettiva con 11 titoli, dagli anni Sessanta fino ai tardi Settanta.

FAR EAST FILM ha sempre cercato di coniugare una sensibile attenzione per il presente con la passione per il cinema del passato mostrando, accanto alle novità, anche quei gioielli d’archivio tuttora invisibili nella parte occidentale del pianeta. Sviluppando questa attitudine, il festival di Udine propone la sua prima grande retrospettiva e la dedica al veterano Chor Yuen, il più barocco e fantasioso regista hongkonghese, esponente di culto del cinema cantonese degli anni Sessanta. Una retrospettiva che comprende 11 titoli, tra cui 2 ristampe realizzate appositamente per Udine dall’Hong Kong Film Archive [partner ufficiale dell’iniziativa]. Di Chor Yuen, autore di oltre 120 film, verrà presentata una ricca selezione che spazia tra i suoi maggiori successi popolari dei primi anni Sessanta fino ai noti capolavori di arti marziali dei tardi anni Settanta. La sua indiscussa importanza all’interno del cinema di Hong Kong anche in qualità di “teorico” e realizzatore di un tipo di cinema che si pensa, progetta e crea in una sola settimana, verrà ribadita a Udine attraverso la visione in anteprima assoluta dei titoli più acclamati della sua brillante carriera: dal dramma familiare in stile “neorealista” The Great Devotion del 1960, ispirato a De Sica e Rossellini, al thriller tutto al femminile di The Black Rose del 1965 fino ad arrivare alla commedia proletaria The House of 72 Tenants del 1973 o allo straordinario thriller in costume Intimate Confessions of a Chinese Courtesan, storia di amori lesbici e di vendetta, celebre anche per le sue scene “osè” e per le sue memorabili sequenze di spadaccini. Da non perdere all’interno della rassegna retrospettiva anche l’elegantissimo melodramma Winter Love…La sezione presenterà anche un episodio della famosa serie di film di arti marziali tratti dai romanzi di Ku Lung (Killer Clans del 1976) e riadattati per il cinema negli anni Settanta per la Shaw Brothers (cioè la compagnia di Hong Kong che è stata tra le più prolifiche del mondo dagli anni Cinquanta fino ai Settanta). In occasione della visione dei film di Chor Yuen verrà pubblicato uno speciale volume bilingue che si aggiungerà al consueto catalogo del festival.

FAR EAST FILM presenterà anche un TRIBUTO (attraverso la visione di 4 film) al cult-director giapponese Ichikawa Jun e un OMAGGIO al regista cinese Zhang Yuan di cui verranno proposti i suoi tre ultimi lavori cinematografici: I Love You, Green Tea [con la fotografia di Christopher Doyle] e, in anteprima mondiale, lo straordinario film-opera Jiang Jie.


Ichikawa Jun: Modern Master

Classe 1948, Ichikawa Jun ha realizzato una quindicina di film tra i tardi anni Ottanta fino ai giorni nostri. Descrivendo il suo stile di regia, Ichikawa si è autodefinito un discepolo del grande maestro Ozu Yasujiro. Oltre ad essere popolarissimo in Giappone gode di un’ottima reputazione anche nel mondo della critica cinematografica che lo considera “un tranquillo e serio regista di film d’autore”. Sui libri dedicati al cinema giapponese contemporaneo lo si annovera tra il folto gruppo di registi di valore che nei tardi anni Ottanta vengono reclutati da altri ambiti, come la pubblicità, e che, trasferendosi al cinema, si distinguono per la creazione di uno stile originale e unico dotato di un linguaggio innovativo e estremamente agile e malleabile. Il che spiega il grande successo che i suoi film riscuotono tra il pubblico giovane. Il suo esordio cinematografico avviene nel 1987 con BUSU (Brutta), film che dà il via a una serie di ritratti di giovani protagonisti, spesso adolescenti, pericolosamente attratti dall'idea di morte. Il suo masterpiece, che FAR EAST FILM mostrerà lunedì 26 aprile, s’intitola Dying at a Hospital (1993): la storia, ambientata nelle corsie di un ospedale, tenta di esplorare i mille motivi di felicità che di solito passano inosservati nella vita di ciascuno di noi e che finiscono per assumere un senso fatale della vita stessa… Al festival verranno presentati anche Tadon To Chikuwa del 1998 [bizzarra storia di un tranquillo taxi driver che perde la ragione, in anteprima assoluta per un festival occidentale] e Tokyo Marigold del 2001 [delicata istantanea su una ragazza immersa in un universo di vita urbana particolarmente malinconico].

 



Omaggio a Zhang Yuan

Collezionista di successi internazionali, tra cui anche il Leone d’oro come migliore regia nel 1999 a Venezia per il suo Diciasette anni, Zhang Yuan sarà una della grandi personalità cinesi presenti al festival di Udine. Nel capoluogo friulano in anteprima assoluta, il regista accompagnato da Marco Müller (già produttore di Diciassette anni e ora direttore del festival di Venezia) introdurrà il suo recentissimo film-opera Jiang Jie. Tratto da un’opera teatrale rivoluzionaria, il film racconta la storia della famosa eroina comunista [la Giovanna d’Arco della rivoluzione cinese] che perse la vita, in onore della causa, nel 1949 al momento della proclamazione della Repubblica. Un film in gran parte cantato, basato essenzialmente sulla tradizione dell’opera pechinese, ma contaminato con folgoranti elementi pop e soluzioni stilistiche estremamente moderne. Jiang Jie non ha ancora trovato spazio nelle sale cinematografiche di Pechino, quindi il pubblico di FAR EAST sarà il primo a vedere il film in ambito internazionale. Classe 1963 Zhang Yuan, è uno dei massimi registi cinesi della Sesta generazione, famoso in patria con il termine di autore underground si conferma autentico enfant terrible del cinema cinese contemporaneo, un regista libero a cui stanno strette tutte le etichette e anche la censura (prima del riconoscimento internazionale di Diciasette anni i suoi film in patria non potevano essere visti).

Le altre sezioni del festival sono formate dalle selezioni legate alle diverse cinematografie asiatiche: quella di Hong Kong è formata da 11 nuovi titoli; Corea del Sud 10; Giappone 7; Mainland China 4, Thailandia 3, Filippine 3.

In apertura e in chiusura, due anteprime assolute! Il sipario si alza con…

…DANCE WITH THE WIND, commedia coreana in contemporanea con l’uscita a Seul, il blockbuster CELL PHONE diretto dal maestro cinese Feng Xiaogang e il cult movie demenziale KISARAZU CAT’S EYE.

Il festival si apre all’insegna del ritmo, dell’energia, della passione voluttuosa grazie a un film sullo “sport del ballo”, cioè il passatempo più di moda delle nuove generazioni coreane… Ad accendere il grande schermo di FAR EAST sarà quindi il nuovissimo Dance with the Wind, esordio alla regia dello sceneggiatore Park Jung-woo. Tra i più importanti scripwriters del cinema coreano, Park Jung-woo [che sarà presente come ospite speciale alla serata di apertura] aveva partecipato nel 1999 al festival di Udine in qualità di sceneggiatore del film Attack the Gas Station! diretto dall’amico Kim Sang-jin. Dance with the wind racconta una storia agrodolce e allo stesso tempo travolgente capace di descrivere nel dettaglio la rinata passione per la danza del popolo coreano [che fino a non pochi anni fa la considerava come un qualcosa di sordido e moralmente discutibile]. Il piacere leggiadro di volteggiare in coppia sulle note di canzoni popolari e seducenti travolge sia il protagonista maschile, ballerino per scelta di vita, che la sua “cacciatrice”, la poliziotta che tenta di incastrarlo finendo in realtà vittima dei suoi appassionati “caschè”… Magico e sensuale il film porta nuova linfa a un genere molto praticato dal cinema coreano contemporaneo, la commedia. Il film sarà presentato a Udine in anteprima assoluta. Dalla Corea del Sud ci si sposta a Pechino per l’ultimo lavoro di uno dei registi prediletti di FAR EAST, Feng Xiaogang. Cell Phone è un grottesco racconto di tradimenti e di bugie, di spose e di amanti, di realtà e di apparenze tutti temi descritti attraverso il filtro di uno strumento d’eccezione della moderna comunicazione: il telefono cellulare. Pungente come sempre Feng Xiaogang realizza una moderna commedia di costume, brillante, acuta e profetica. A chiudere la serata un film folle, estremo, stravagante: Kisarazu Cat’s Eye, uno dei maggiori successi al botteghino di Tokyo e oggetto di culto dei teen ager del Sol Levante che sarà presentato da regista Kaneko Fuminori.

 



…e si chiude con…

…TAE GUK GI, il nuovo capolavoro ambientato durante la guerra di Corea campione di incassi a Seul e destinato a diventare una pietra miliare nella storia del cinema orientale!

La serata di chiusura del Festival, il 30 aprile, si presenta come una delle più eccitanti nella storia della manifestazione. Si parte con Turn Left Turn Right di Johnnie To e Wai Ka Fai e, prima dell’annuncio del vincitore dell’Audience Award, si prosegue con TAE GUK GI, il più imponente film coreano di tutti i tempi! Campione d’incassi, TAE GUK GI è diretto da Kang Je-gyu, il regista dell’indimenticabile Shiri e racconta una storia di due fratelli di Seul che vengono arruolati a forza nell’esercito, poco dopo lo scoppio della guerra di Corea nel 1950. Dopo una lunga contrattazione, il festival di Udine si è aggiudicato la prima assoluta di questo film, destinato a diventare una pietra miliare nella storia del cinema coreano!

 

 
 

Hong Kong: 11 titoli e grande attesa per Mr. To!

Nonostante la battuta d’arresto dovuta alla SARS, nell’ex colonia britannica la qualità è rimasta una della prerogative del cinema locale. Il numero complessivo dei film prodotti è diminuito ma il livello artistico delle opere è sempre alto. Lo testimonia la ricca selezione di FAR EAST [in totale 11 i film hongkonghesi contemporanei] che spazia dalle commedie più mainstream come Elixir of Love di Riley Ip, con la strepitosa Miriam Yeung, ai polizieschi noti e meno noti come il grande Colour of the Truth di Wong Jing e Marco Mak [che non ha nulla da invidiare a Infernal Affairs], fino a scoprire piccoli/grandi film, unici nel loro stile, che si distinguono per freschezza e originalità. Un esempio è senza dubbio Truth Or Dare: 6th Floor Rear Flat della regista Barbara Wong, commedia giovalinistica sul gioco del “dire, fare e baciare..” ambientata nella Hong Kong dei giovani e giovanissimi nell’era del dopo SARS. Accanto al film della Wong va assolutamente citato anche Dragon Loaded satira poliziesca diretta da Vincent Kuk (quasi Scuola di polizia in versione cantonese), successo a sorpresa dell’estate scorsa, che segna la nascita di un nuovo “primo attore” del cinema di Hong Kong, Ronald Cheng esilarante in ogni sua gag… Ma il cinema di Hong Kong degli ultimi dodici mesi è stato segnato dal ritorno di Infernal Affairs, la famosa saga poliziesca campione di incassi in tutto l’Estremo Oriente, di cui a Udine si vedranno il prequel e il sequel firmati come sempre dal duo d’eccezione Andrew Lau e Alan Mak. Nell’Episodio II (cioè il prequel), si svela il “segreto” da cui prende avvio il racconto originale: chi guida l’ispettore di polizia Wong (Anthony Wong) contro il boss della criminalità Sam (Eric Tsang)? Vengono a galla le origini dell’atavica rivalità tra i due ed è illustrato il destino che da sempre li contrappone. Nemici/amici, entrambi sono in balia di un destino parallelo e crudele… L’Episodio III ha inizio invece dieci mesi dopo la morte di Yan (Tony Leung), cioè il mole, il poliziotto infiltrato tra i mafiosi, e racconta il tentativo di riscatto anche morale di Ming (Andy Lau); Ming/Andy Lau, che esce vittorioso ma corrotto dal primo Infernal Affairs, qui è un personaggio solo, devastato, ambiguo. Anche la moglie lo ha lasciato. Colpito da una forte depressione cercherà di rifarsi una vita senza riuscirci… Non poteva mancare a FAR EAST il grande cinema di Johnnie To che firma, con il fedele Wai Ka Fai, due dei film più importanti della stagione: Turn Left Turn Right [scelto come uno dei due film di chiusura del festival] e Running On Karma. Se il primo si presenta come una colorata e delicatissima storia di due innamorati a Taipei che percorrono strade parallele, sfiorandosi di continuo fino a quando il destino deciderà di farli incontrare, il secondo è sicuramente il film più spiazzante e imprevedibile degli ultimi anni. Running On Karma è un eccezionale miscuglio di commedia, thriller, elementi soprannaturali, meditazioni filosofiche e inaspettati motivi trascendenti e culturismo. Uno dei film più eccitanti dell’intero programma… Tra gli ospiti presenti a Udine, oltre a Mr. To e Wai Ka Fai anche Pang Ho Cheung che, dopo You Shoot I Shoot, presentato a Udine nel 2001, introdurrà il film Men Suddenly in Black spiritosissima commedia in stile “poliziesco sulle triadi” [del quale, ovviamente, è un’implicita parodia] che descrive il tentativi di un gruppo di mariti di darsi alla “bella vita” mentre le rispettive moglie dovrebbero essere all’estero.

 



Ancora campioni di incassi dalla Corea del Sud

La Corea del Sud sarà rappresentata a Udine da 10 titoli che, ancora una volta, mostrano il buonissimo stato di salute dell’industria locale… Anche nel 2003 la più alta percentuale di incassi al botteghino coreano proviene dai film nazionali, mentre meno del 50% è dovuta ai film hollywoodiani. A livello mondiale, solo gli Stati Uniti e l’India hanno industrie cinematografiche più popolari sul mercato interno. La selezione di Udine evidenzia una tendenza oramai evidente nel recente cinema coreano, l’allontanamento dagli stili della commedia spesso arida, superficiale e basso costo in virtù di una scelta consapevole che privilegia un tipo di cinema più meditato, più serio e elegante realizzato da importanti autori di cinema di genere… A FAR EAST si vedranno, quindi, film come lo spettacolare The Legend of the Evil Lake di c[già ospite del festival nel 2000 con il film Ghost in Love] remake di un fantasy di cappa e spada di Shin Sang-ok del 1969; Once Upon a Time In High School: Spirit Of Jeet Kune Do di YOO Ha, ambientato negli anni Settanta, energico ritratto di un mondo scolastico violento e caotico fino all’esasperazione; oppure …ING [una sorta di Love Story coreano] delicato racconto incentrato sui rapporti tra madre e figlia tanto straziante quanto divertente, diretto dalla giovane regista esordiente LEE Eon-hee che sarà presente a Udine. La panoramica si completa, poi, con il poliziesco Wild Card e con The Road Taken, un film indipendente sulla storia vera, mai raccontata prima, di alcuni detenuti politici in Corea del Sud che pur di non rinnegare il loro credo comunista, nonostante le violenze e le torture subite per vedersi costringere a ritrattare, trascorsero in carcere 45 anni. Un film scioccante che ha provocato polemiche in patria e che getta una luce inedita sulla storia di un paese come la Corea del Sud in questo ultimo secolo caratterizzata da un anticomunismo rabbioso che ha costituito il pilastro ideologico più importante del governo. Uno degli eventi della sezione, sarà infine l’erotismo raffinato di Sweet Sex & Love di Bong Man-dae in cui il sesso, anche nei suoi effetti sonori e non solo visivi, è raccontato con una fisicità che sfiora il porno pur mantenendosi sul piano di un ottimo prodotto di genere in cui l’eleganza dell’inquadratura è rimarchevole e originale. Sarà Tinto Brass, da sempre amico di FAR EAST, a introdurre la proiezione di questo film. E sarà presente anche il regista, che ha deciso di trascorrere a Udine la sua luna di miele!

 



Reinventarsi? La parola d’ordine del cinema giapponese

Il cinema in Giappone, nonostante le crisi economiche, si presenta oggi come un’industria forte che “sforna” centinaia di titoli all’anno [sono stati quasi 300 quelli distribuiti nel 2003]. Film appartenenti ai diversi generi, dai quelli più strettamente commerciali ai prodotti d’autore… Ma la forza del Giappone è soprattutto la capacità di reinventarsi, rinnovando e riproponendo le formule vincenti. È il caso del poliziesco Bayside Shakedown 2 di Motohiro Katsuyuki che appare molto simile al primo Bayside Shakedown, uscito nel 1998 [entrambi si vedranno a Udine] ma come quello ha sfondato il botteghino di Tokyo portando 12 milioni di giapponesi nelle sale. Il regista Motohiro, attualmente uno dei più grandi nomi del cinema nipponico, sarà presente a FAR EAST con l’intera famiglia e con il piccolo Haru (di 4 anni). In totale saranno 7 i titoli scelti: da segnalare il film indipendente Josee, the Tiger and the Fish di Isshin Inudo, dramma su una giovane affetta da paralisi cerebrale, diventata lettrice accanita ed esperta in qualunque tipo di arcano e The Hunter and The Hunted di Izuru Narushima, incentrato su un duetto tra un poliziotto bonaccione e un ladro navigato e astuto che, in un continuo gioco di specchi, finiscono per diventare amici. All’interno della sezione anche il candidato all’Oscar The Twilight Samurai di Yoji Yamada e, in anteprima assoluta, Showa Kaio Daizenshu di Shinohara Tetsuo, una straordinaria black comedy con infiltrazioni splatter che racconta un gioco al massacro tra due bande di opposti rivali: la prima formata da signore attempate e la seconda da teen-ager inclini al non rispetto delle regole. Sagace e ironico il film ha un finale davvero esplosivo.



Cina, terra di continue trasformazioni

Situazione in continua trasformazione a Pechino: la Cina sembra essere il paese dell’Estremo Oriente a riservare per il prossimo futuro le più sconvolgenti sorprese. Con l’ingresso nel WTO, nuove regole, nuovi investitori, nuovi capitali esclusivi per il cinema e per le sale cinematografiche, per la produzione e l’esercizio [per il momento la Cina ha solo 2000 schermi], faranno di Pechino nei prossimi due anni, a detta dei numerosi produttori intervistati, una delle realtà più forti dell’Asia. La nuova parola d’ordine “fare profitti” ha affiancato e sta superando quella vecchia di “servire il popolo”. Questo nuovo contesto ha visto di recente la nascita di nuove compagnie di produzione e distribuzione come la moderna Wan Ji Communication, produttrice di The Coldest Day diretto da Xie Dong [formatosi come regista al fianco di Zhang Yimou] che sarà presente a Udine. Accanto alla descrizione della Cina moderna dei nuovi ricchi, delle crisi di identità e delle storie extraconiugali di The Coldest Day, a FAR EAST si potrà vedere anche Nuan, ultimo lavoro cinematografico del regista Huo Jianqi, vecchia conoscenza del festival, che con questo spettacolare film sulla Cina rurale si conferma come autore raffinatissimo e profondo. Infine, da segnalare all’interno della sezione anche il sensazionale Baober in Love della regista Li Shaohong che, come nel Favoloso mondo di Amélie, riesce a mescolare in maniera assolutamente inedita nel cinema cinese contemporaneo, elementi magici, fantasia, effetti speciali, coloratissime atmosfere da pop-art dando giusto risalto al volto delle protagonista: la bella Zhou Xun, diva asiatica di FAR EAST FILM 2004.

Nel nutrito gruppo di opere contemporanee provenienti dai diversi paesi asiatici che FAR EAST esplora ormai da sei anni, vanno citati…

…lo Spiderman filippino di Erik Matti, Gagamboy, la commedia in stile Almodovar ambientata a Manila e diretta da Jeffrey Jeturian dal titolo Bridal Shower e Keka di Quark Henares, black comedy tutta al femminile, vivace, spiritosa raccontata in prima persona direttamente alla macchina da presa dalla protagonista, una donna che si diletta a uccidere gli assassini del suo amante. Dalla Thailandia il film culto, Beautiful Boxer di Ekachai Uekrongtham che, ispirandosi ad una storia vera, racconta le vicissitudini di un boxer ora assurto a icona dei travestiti e The Bodyguard di Petchtai Wongkumlao che mescola arti marziali a divagazioni comiche, riuscendo a mettere insieme tutti gli ingredienti necessari per piacere al grande pubblico. Nella famosa fascia notturna, cioè le proiezioni di mezzanotte, troverà spazio anche la sconclusionata e divertente commedia di fantasmi tailandese Bubpha Ratree di Yuthlert Sippapak, l’indimenticabile regista di Killer Tattoo. 

sussurrato da sushi | 14:51 | commenti (3)


venerdì, aprile 16, 2004
 

 Rokugatsu no hebi (A snake of june)

Ho fatto indigestione, troppo film ad "occhi a mandorla" all'ennesima rassegna appena passata!! Finalmente sono riuscito a vedere Dark Water e Dead or Alive, e mi sono riperso Blue Spring, ma il rammarico è passato appena apparsi i primi frame di Tsukamoto. Di questo breve "capolavoro delle paranoie erotiche", che ha vinto a Venezia nel 2002 il premio speciale della giuria, Tsukamoto, oltre a ritagliarsi una particina, firma infatti regia, produzione, soggetto, sceneggiatura, montaggio, scenografia, ma soprattutto fotografia!! Una grande fotografia, bisogna dirlo. Ogni fotogramma come un quadro, inquadrature senza sbavature, virate in un blu-tristezza da inverno dell'esistenza, un blu gelido, chirurgico. Quindi non credete a chi vi dice che questo è un film in bianco e nero!! Storie... Il film è a colori, e ve ne accorgerete subito; il colore della paranoia e della malattia, fino all'esplosione finale, rosso porno, naturalmente e sorprendentemente. Pochi registi al mondo hanno uno stile così preciso e forte da poter permettersi di raccontare efficacemente le loro storie sconvolgendo felicemente le regole della narrazione perché sicuri di recuperare il coinvolgimento attraverso la messa in scena e il ritmo, pochi registi al mondo possiedono la nitidezza del marchio di fabbrica delle immagini di Shin'ya Tsukamoto, a cui bastano pochissimi personaggi e ambienti e un b/n virato al blu ai limiti della stilizzazione per creare un mondo personale e credibile. La trama racconta che in una Tokyo piovosa e fredda ("June" è il mese delle piogge in Giappone) una coppia vive ignorandosi completamente. Potrebbero essere felici, sono ricchi e hanno successo. Ma, c'è sempre un "ma": lui, maniaco della pulizia, terrorizzato dai "prodotti del corpo" e dal corpo stesso, non osa nemmeno sfiorarla. A lei preferisce sfregare (sublimando fisicamente, senza dubbio) lavandini e vasche; lei invece vive una doppia vita: impeccabile ma frustrata nel suo lavoro ad un call center per aspiranti suicidi, scarica la sua nevrosi attraverso pratiche masturbatorie (queste reali) in ogni luogo il marito non possa vederla. Un giorno Rinko, la donna, riceve attraverso la posta alcune foto che la ritraggono mentre è tutta intenta ai suoi piaceri. Un misterioso sconosciuto ("The Snake", lo stesso Tsukamoto), che rivela di essere malato di cancro ed essere stato convinto da lei attraverso il telefono a non suicidarsi, la perseguita. Costui la costringerà a dare sfogo a tutte le sue fantasie più proibite portandola a spasso per una Tokyo quasi estranea, deserta, nuda, fino alla riconciliazione con il marito. A confronto con una tematica che nasce da ossessioni erotico-trash e in quei lidi rischia di arenarsi, l'autore di Tetsuo carica il racconto di una visionarietà asciutta, fatta di pochi elementi in scena e il noto stile sincopato e veloce. Il tutto ai limiti di una sintesi (il film dura meno di 80 minuti) che pretende attenzione fiduciosa ma restituisce un'efficacia espressiva che nel cinema contemporaneo si ritrova ormai solo in alcune esperienze honkgongesi. A questa calcolata frenesia linguistica il regista contrappone qui più che mai una serie di immagini stratificate che creano diverse dimensioni. Sul racconto dell'ossessione sessuale del voyer e di Rinko si appoggia il mondo delle nitide ed intense fotografie che il primo fa alla seconda, immagini che raccontano una parte intima della storyline della protagonista in modo statico, evocandone intensamente il movimento senza mostrarlo. Si crea così una di queste nuove dimensioni, poggiata sullo strato primario del racconto, il cui senso sta fra la bellezza delle istantanee e il pericolo e la liberazione che quei documenti delle esigenze sessuali represse della ragazza rappresentano per lei. Altro esempio è la scena dell'orgasmo sotto la pioggia, in cui Rinko va in estasi in strada con un vibratore senza fili fra le gambe e una automobile di fronte, vettura da cui il voyer la fotografa insistentemente. La carica erotica unica e morbosa di questa sequenza è generata ancora una volta da una messa in scena molto semplice, in cui la fotografia, il decoupage e i ritmi sono sorvegliatissimi e spinti ai limiti dell'intensità. E' l'ennesima nuova dimensione del racconto che sembra adagiarsi sulla narrazione con la sua bellezza di episodio, col rischio di trascendere la necessità narrativa e scadere nel manierismo, ma che in realtà si mantiene sempre in equilibrio su questo pericolo con precisione depalmiana.Il triangolo passionale sullo sfondo di un Giappone cyberpunk, la cura estrema di suono e immagine, il simbolismo e la divisione tra interno ed esterno, il gioco degli opposti, dall'estrema anarchia alla totale sottomissione/repressione. Temi sui quali Tsukmoto ritorna come ossessionato, dai tempi dei due violentissimi Tetsuo (e chi non li ha visti faccia pubblica ammenda e colmi subito la lacuna!), passando per Gemini e Bullet Ballet, analizzando attraverso l'occhio impietoso la crisi della moderna coppia borghese. Giapponese od europea che sia. Chiunque cerchi in questo film visoni hard sarà deluso. Nonostante il tema sia chiaramente sessuale, Tsukamoto lo tratta come il fattore "mentale" di risveglio per ogni senso assopito. Attraverso una mortificazione fisica che è in ogni caso una violenza psicologica (farsi fotografare mentre ci si masturba) si arriva ad una resurrezione di coppia che esplode in un liberatorio rosso porno. Un rosso virato, questa volta, in blu-fuoco, ma, naturalmente, sotto la pioggia purificatrice.

 

 

sussurrato da sushi | 01:59 | commenti (6)


venerdì, aprile 09, 2004
 

 

 

Jamie Liddle, zero parole, solo sensazioni e stupore, solo chi ha visto un suo live può capire, indescrivibile, un virtuoso, questa sera è mancato solo che campionasse il battito delle sopraciglia!! Spero di rincontare in giro per il mondo un suo live, la sua espressione, la sue smorfie adrenaliniche, un commento tecnico penso non sia indispensabile per un artista del genere...

 

 

 

 

 

 

 

 

sussurrato da sushi | 02:45 | commenti (4)


mercoledì, aprile 07, 2004
 

 

 

Sono appena rientrato da una seratina tranquilla, riflessiva e gratificante dal punto di vista musicale; sono entusiasta della sensazione di completezza lasciatami dallo spettacolo di Giorgio Li Calzi allo Juvarra: sostanzialmente una fusione di tutte le arti che prediligo, un omogeneità di suoni elettronici e non, di video-set, fotografia e luci, bello, veramente bello!! Grazie ad una sana ed acuta curiosità, l'ispirazione irrequieta e smaniosa di Giorgio Li Calzi non conosce barriere di sorta. Tutto è tradotto puntualmente dai suoni, dal canto, dal ritmo che rallenta quasi volesse indurre a meditare, o accelera avvolgendo chi ascolta nell'impulso istintivo. Spesso la sua tromba è rotonda, piena, ridente, ma altre volte risulta tagliente, introspettiva. Suoni, spesso solo echi, anche sordi e profondi riecheggiano ad evocare spazi e storie che hanno smarrito ogni riferimento cronologico, e interpretano brani che non conoscono il tempo, come il tributo che rende a Janis Joplin rimasticando "Mercedes Benz". Compositore ed esecutore in quella terra senza più confini che è il mondo del jazz, Li Calzi colora la sua musica di elettronica, distorsioni, suoni etnici, groove tecnologici. Lo spettacolo di questa sera è stato un anteprima per Musica 90 nella quale Li Calzi ha presentato il nuovo spettacolo che accompagna l'uscita di "Tech Set" nuovo cd pubblicato da Il Manifesto. Posto anche un testo di Pasolini che solo chi ha visto, o vedrà lo spettacolo potrà capire, o almeno rendersi conto di quanto questo patchwork di arti può essere comunicativo e stimolante. www.musica90.net

 Supplica a mia madre
di Pier Paolo Pasolini

E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senz'anima.
Perchè l'anima è in te. Sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita,
L'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile...

 

sussurrato da sushi | 03:13 | commenti (2)


lunedì, aprile 05, 2004
 

 

 

DESTRA SINISTRA

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.

Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...e dopo essermi rivisto per l'ennesima volta Bianca, questo è obbligatorio:

Il professore di Storia della "Marilyn Monroe" durante la sua lezione...

- Gino all'ultimo momento ha perso il posto. L'estate del '60, c'è il governo Tambroni, dei disordini a Reggio Emilia, cinque o sei cittadini uccisi dalla polizia, e Gino era triste.
Trova una bella ragazza e se ne vanno in Sicilia, in un piccolo villaggio nel cuore del Mediterraneo: il sole, l'amore, lo iodio, il corpo.
Quando tornerà a Milano, alla fine del mese, avrà in tasca a malapena gli spiccioli per il filobus. Ma anche un foglietto, sul quale ha scarabocchiato alcune note, queste:
(schiaccia un tasto sul juke-box e la musica di "Il cielo in una stanza" cantata da Gino Paoli attacca:


"Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi, alberi infiniti
Quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola no, non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui, abband...")

Michele si introduce a casa di Bianca spacciandosi per un venditore di enciclopedie e tempesta di domande il suo compagno...

- Lei cucina!!... ah ah ah!... E cosa sta preparando?
- Abbacchio brodettato.
- E fa anche la spesa?
- Sì, faccio anche la spesa.
- Io lo so che tipo è lei: ha il suo macellaio di fiducia, che le tiene i pezzi migliori...
- Perché, c'è qualcosa di male?
- E certo che c'è, se ci vado io, poi mi prendo i pezzi peggiori!... Ma cosa fa lei nella vita? Di che vive?... Aspetti, glielo dico subito, l'ho già inquadrata, a lei...

Michele dà consigli assurdi al suo allievo Matteo sul come comportarsi con Martina, la sua ragazza...

(Arriva Martina)
- Si è fatta i ricci, e già questo io l'ho notato. Ci sono dei guai, e allora si crede di risolvere tutto con i ricci... E invece no! Una svolta già c'è stata, e in peggio. I problemi si sono accumulati e non possono essere risolti con i ricci... Molto profondo, questo concetto, molto profondo...

Michele è a tavola a casa di Matteo con tutta la sua famiglia e Martina, assilla tutti con domande indiscrete e commenta ogni loro azione. Si rivolge al fratello minore di Matteo, che ha un braccio ingessato...

- Ma tu, cos'hai fatto a quel braccio?
- Ho dato un bel cazzotto a uno stronzo a scuola e mi sono rotto il braccio!
- Autonomo! Veramente autonomo! Molto bravo, sì...

Sempre a tavola durante la stessa cena, Michele se la prende con il padre di Matteo, "colpevole" di mancato rispetto ad un dolce (oltre che ignorante in fatto di Sacher Torte...)

-Lei non faccia il tunnel!
-Cosa?
-Lei mi sta scavando sotto, mi toglie la panna, la castagna da sola sopra non ha senso. Il Mont-Blanc non è come un cannolo alla siciliana che c'è tutto dentro, è come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro. Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte...
-Cosa?
-La Sacher Torte...
-Cos'è?
-Cioé lei non ha mai assaggiato la Sacher Torte?!...
-No.
-Va be' continuiamo così, facciamoci del male!!!

Michele si sfoga con una delle sue piante che sta seccando e morendo...

- Hai troppo sole, poco sole, cos'è che vuoi??... Più acqua, meno acqua??... Perché non parli?!... Rispondi!... (rovescia il vaso)


Michele confessa i suoi delitti al commissario, e gli espone il suo pensiero sulla gente e sulle scarpe...

- E quando ho visto le sue scarpe io ho capito tutto di lei: è un uomo che ha sofferto, che ha solo un paio di scarpe alla volta, che piano piano si consumano, diventano lise, perdono il colore. Quando io ho guardato le sue scarpe ho pensato: ora glielo dico subito
- Che cosa?
- Che sono io quello che cerca, che sono stato io
- Ma perché, erano suoi amici, che cosa le avevano fatto?
- Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono, la gente normale no. A me piacciono le coppie felici, io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli, però non li seguo più quando fanno quegli errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e cattivi e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare, come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette
- No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici...
- Sí, gli amici non possono comportarsi cosí, perché io mica divento amico del primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo; e quando scelgo è per sempre.

Michele si rivolge tristemente ai due poliziotti che lo stanno caricando sul cellulare...

- Ha figli lei?
- Sì, due
- Due?... E' triste morire senza figli.

 






























































































sussurrato da sushi | 16:30 | commenti (2)
 

  

Abbiamo perso

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
(P. Neruda)

 

Lei non è con me

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scivere, per esempio: "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza".
Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla. 
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, gia' non siamo gli stessi.
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci. 
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

(P. Neruda)

 

 

sussurrato da sushi | 01:14 | commenti (1)


venerdì, aprile 02, 2004
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimane sempre uno dei miei miei idoli, Wong Kar Wai, prima dei trionfi occidentali, già girava apologhi sull'amore come appuntamento mancato, sentimento che imbocca strade perdute e che, nutrendosi di memoria, splende nella solitudine. In "A Fei Jinq juen"(1991) la macchina da presa spia un uomo senza radici, e raccoglie immagini di corpi nelle stanze rubandole a specchi e insinuandosi in fenditure, privilegiando inquadrature inusuali, sghembe e angolatissime, ma non meramente effettistiche. Lo sguardo sugli ambienti, per quanto ancora acerbo, le preferenze per una colonna sonora fatta di musica mollemente exotica e citazionista, piani sequenza vertiginosi, l'ossessione del tempo (Hong Kong come terra in scadenza) e di apprensivi orologi, la voce fuori campo, i primi piani che si stampano a fuoco sulla pellicola, contribuiscono alla costruzione di questo melodramma stilizzato e contemplativo in cui è gia presente la marca inconfondibile del suo autore. Sommerso di premi, fu un flop clamoroso. Il doppiaggio è canino, ma ci si passa sopra.

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