[....Vivo come un cammello in una grondaia, in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali,
e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste il male...
se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]


SAKURA


[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno...]



[...shizukani tokino kizuni kurushimu murewo kundewa tobanai taka furuki oshiewo tadotte kokoronomamani konokanashimiwo norikoete...]





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G.A.Romero & D.Argento


J.Carpenter


D.Aronofsky


W.K.Wai


S.Lee


Miike Takashi


Tim Burton


David Lynch





...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!!
*loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001


lunedì, giugno 28, 2004
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sussurrato da sushi | 13:57 | commenti (1)


martedì, giugno 22, 2004
 

 

 

 

...da ascoltare in loop per giorni, forse uno dei miei ottantoni preferiti!!!!('82)

Temptation

A heaven, a gateway, a hope
Just like a feeling inside, it’s no joke
And though it hurts me to treat you this way
Betrayed by words, I’d never heard, too hard to say
Up, down, turn around
Please don’t let me hit the ground
Tonight I think I’ll walk alone
I’ll find my soul as I go home

Each way I turn, I know I’ll always try
To break this circle that’s been placed around me
From time to time, I find I’ve lost some need
That was urgent to myself, I do believe

Up, down, turn around
Please don’t let me hit the ground
Tonight I think I’ll walk alone
I’ll find my soul as I go home

Oh, you’ve got green eyes
Oh, you’ve got blue eyes
Oh, you’ve got grey eyes

And I’ve never seen anyone quite like you before
No, I’ve never met anyone quite like you before
Bolts from above hit the people down below
People in this world, we have no place to go
Oh, it’s the last time
Oh, I’ve never met anyone quite like you before
Oh no, I’ve never met anyone quite like you before

NEW ORDER

 


































sussurrato da sushi | 15:52 | commenti (1)


domenica, giugno 20, 2004
 

 

 

 

!K7 (...con questa label è già detto tutto, con la gigolò di sicuro le mie preferite!!) Gli SWAYZAK fanno il loro ritorno con Keep It Coming, nuovo singolo che anticipa il loro quarto album previsto in autunno. Il nuovo materiale ha una direzione un po' più inglese e con echi di '80 pop alla New Order. Inoltre ci sono alcuni cambiamenti all'interno del gruppo, poiché uno dei due membri fondatori lascerà il suo spazio ad un nome nuovo. Essenziale!


 

 


sussurrato da sushi | 23:11 | commenti (3)


venerdì, giugno 18, 2004
 

 

 

Visto in questi giorni......

KITCHEN STORIES
Regia di BRENT HAMER
Quando un film è sincero, la comunicazione con il pubblico riesce quasi sempre benissimo e lascia il segno quando si mischia a una buona dose di semplicità . Questo è il caso di “Kitchen Stories” di Bent Hamer, regista norvegese alle prese con il suo terzo lungometraggio autoprodotto dopo le passate esperienze di “Eggs” e “Water Easy Reach”. Anni '50, i Paesi scandinavi sono in pieno boom economico. Lo Home Research Institute svedese s'incarica di studiare il modo in cui si comportano i maschi celibi norvegesi quando stanno in cucina, allo scopo di funzionalizzare e ottimizzare i servizi di quella parte della casa. La regola è che l'osservatore se ne stia arrampicato su una sedia sistemata in un angolo, senza scambiare parola con l'osservato. Nella prima parte di Kitchen Stories il precetto è rispettato, dando luogo a godibilissimi momenti di comico visivo che fanno venire in mente - nientedimeno - il grande Jacques Tati. Nella seconda parte la regola cade, nasce un'amicizia tra l'analista e la (inizialmente riluttante) cavia e il film di Bent Hamer prende piuttosto un andamento psicologico; magari meno originale però misurato e pieno di tenerezza. Anche perché continua ad aleggiarvi un tipo d'umorismo tipicamente scandinavo (pensiamo ai film di Aki Kaurismaki), fatto di lentezza, pause, gusto dell'assurdo. Lo stile di messa in scena del regista norvegese, al suo terzo lungometraggio, è semplice e funzionale; bravissimi gli attori, che mostrano grande padronanza dei tempi da commedia. Dietro lo strato divertente e affettuoso, però, fa capolino uno sguardo critico piuttosto acuminato: sull'ossessione della classificazione, i prodromi del "grande fratello" (spiare le persone per aumentare i rendimenti), l'implacabile analisi dei nostri comportamenti privati a fini di mercato.



sussurrato da sushi | 19:54 | commenti (2)
 

 

 

Nella playlist sta girando......

Erlend Øye
Dj Kicks
!K7/Audioglobe
Non è propriamente un agitatore di dancefloor, anche se questo set mixato è inserito nella prestigiosa serie dei Dj Kicks della !K7, Erlend Øye, meglio conosciuto come cantante, songwriter e pop star (nei King Of Convenience), va da se quindi che il prodotto sia molto 'assestato', con montaggi ed effetti di studio arricchiti da interventi vocali. 'Sono un dee jay cantante' così si presenta Erlend 'canto su parti strumentali o parlo su quello che mi viene in mente, specialmente in prima serata, quando la gente sta ancora bevendo i suoi drink. Perché per me un buon dj non è solo il responsabile della musica, egli è anche il padrone di casa del party'. Ha talento da vendere, come animatore, il giovane norvegese, nel destreggiarsi sopra una base musicale dei Röyksoop con un classico degli Smiths ('Poor Leno' e 'There Is A Light That Never Goes Out'), oppure negli altri acappella, in totale ben otto, spaziando dai Jolly Music allo stile Kompakt (Justus Köhncke, Ada), aggiungendo da questi versanti altre incisioni (quelle di Jürgen Paape e Jackmate), virando verso l'electro (anche con gli Avenue D) o spolverando intermezzi vocali densi di mitologia pop ('Venus' e 'Always In My Mind') in una logica decisamente 'mash up' (l'ultima passione del momento che dall'underground sbarca su Mtv). Ascolti gradevolissimi, non c'è dubbio, svagati ed un po' romantici (per salotti che orecchiano alla club culture).

sussurrato da sushi | 19:32 | commenti
 

 

 

Rieccoci qua, virus quasi debellato, difficilmente, quasi come evitare che in questo periodo dell'anno, in cui tutti si sentono più vivi e attivi, si faccia sentire ancora più forte il disagio/fortuna del sentirsi una mosca bianca. Mi ritrovo ciclicamente a guazzare nella sensazione di poca affinità con la maggior parte degli automi che mi circondano, con la conseguente paura di una solitudine introspettiva non sempre voluta. Spesso arrivo alla conclusione che il corollario di emozioni, dalla gente comune chiamato "mal di vivere", che attanaglia il mio stomaco ed affolla la mia mente, difficilmente sarà sostituito da quella felicità, e gratificazione che tanto bramo; penso rimarrà sempre latente per poi farsi sentire nei momenti di stallo tipo quello che sto passando. Comunque cambiando argomento, dopo la mostra "STRANGE BUT NOT STRANGER", titolo enigmatico della mostra appena terminata alla Galleria In Arco di Torino, di artisti europei e americani che hanno dispiegato la loro poetica ai confini della realtà, domani andrò a vedere la nuova esposizione; i dipinti, le fotografie, le sculture, e le installazioni di protagonisti dell'arte internazionale per una mostra un po' folle, inclassificabile, di sicuro valore lasciano spazio ai monotipi di Andy Warhol, l'artista che con la sua arte ha interpretato i temi più tipici della cultura di massa americana. Fino al 16 luglio opere in esemplare unico, dai dipinti ad acrilico e serigrafia su tela, ai Personal Projects, monotipi su carta creati dall'artista. Nei lavori presenti la sua America del boom economico, della pubblicità, del glam, della carta patinata.

Ma io, sono coperto? Devo guardarmi allo specchio per trovare qualche traccia. Lo sguardo senza interesse. La grazia diffratta... Il languore annoiato, il pallore sprecato... Il freak chic, lo stupore fondamentalmente passivo, la segreta conoscenza che ammalia… La gioia di cinz, i tropismi rivelatori, la maschera di gesso da folletto, lo sguardo un po’ slavo… L’ingenuità bambina, l’ingenuità al chewinggum, il fascino che alligna nella disperazione, la trascuratezza narcisa, la perfetta diversità, l’inafferrabilità, l’ombrosa, voyeuristica aura vagamente sinistra, la pallida e magica presenza di soffici parole, la pelle, le ossa… La pallida pelle d’albino. Incartapecorita. Rettile. Quasi blu… Le ginocchia nodose. La mappa delle cicatrici. Le lunghe braccia ossute, così bianche da sembrare candeggiate. Le mani interessanti. Gli occhi a spillo. Le orecchie a banana… Le labbra che tendono al grigio. Gli arruffati capelli bianco-argento, soffici e metallici. Le corde del collo in fuori intorno al grande pomo d’Adamo. C’è tutto, B. Nulla è andato perso. Io sono tutto ciò che dice il mio album.” In questo magnifico autoritratto, presente nella Filosofia di Andy Warhol (1975), c’è tutto Warhol: la sua ingenuità e il suo cinismo, la timidezza e la freddezza, la vanità e l’autoironia. E c’è, soprattutto, la maschera.

 

sussurrato da sushi | 01:33 | commenti (1)


martedì, giugno 08, 2004
 

 

 

 

 

 

CAUSA VIRUS SONO MOMENTANEAMENTE IN FASE DI SCLERO ACUTA!! PER QUALSIASI COMUNICAZIONE IMPORTANTE CHI HA IL NUMERO DEL CELL LO USI!! VISTO CHE A LAVORO CI HANNO TAGLIATO LE GAMBE CON MILLE PWD, SE RIUSCIRO' TORNERO' IN QUESTO FORNO DI INTERNET POINT DELL'UNIVERSITA'!! ...NON DOVESSI FARE IN TEMPO, MI RACCOMANDO PER LE VOTAZIONI GENTAGLIAAAAAAAAAAA!!! ^__^

 

 

 

 

 

sussurrato da sushi | 18:58 | commenti (4)