[....Vivo come un cammello in una grondaia, in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali,
e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste il male...
se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]


SAKURA


[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno...]



[...shizukani tokino kizuni kurushimu murewo kundewa tobanai taka furuki oshiewo tadotte kokoronomamani konokanashimiwo norikoete...]





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G.A.Romero & D.Argento


J.Carpenter


D.Aronofsky


W.K.Wai


S.Lee


Miike Takashi


Tim Burton


David Lynch





...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!!
*loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001


sabato, aprile 16, 2005
 

'Korea Film Fest'omaggia Kim Ki-duk

Da domani al 14 aprile, Auditorium Stensen di Firenze

 

(ANSA) - FIRENZE, 7 APR - Partira' domani fino al 14 aprile all' auditorium Stensen di Firenze la 3° edizione del 'Korea Film Fest'. Il festival internazionale di cinema coreano presentera' una retrospettiva sul regista Kim Ki-duk. Il percorso partira' dal debutto dell'artista con 'Crocodile', 'Wild Animals' e il lungometraggio 'Real Fiction'. Verra' poi proiettato il primo kolossal d'animazione coreano 'Wonderful days' di Kim Moon-saeng. La rassegna sara'a Milano, Torino, Roma, Bologna

 

 

 

 

 

Beh, ci sono i pro e contro quando determinati fenomeni diventano di moda, e sapete come io la pensi per quanto riguarda i contro!! Tra i pro invece c'è il piccolo particolare che domani sera potrò fare qualche domanda a Kim Ki Duk in persona!!

Programma del Cinema Massimo, Sala 3

Venerdì 15 aprile


ore 16.00
The Day the Pig Fell Into the Well
di Hong Sang-soo
(K 1996, 115') v.o. sott. it

ore 18.10
The Power of the Kangwon Province di Hong Sang-soo
(K 1998, 110') v.o. sott. it

ore 21.00
Inaugurazione retrospettiva Kim Ki-duk. Incontro con Dario Tomasi
Ingresso € 2.50

segue
L'isola
di Kim Ki-duk
(K 2000, 90') v.o. sott. it.

 

Sabato 16 aprile

ore 16.30
L'isola di Kim Ki-duk
(K 2000, 90') v.o. sott. it.

ore 18.15
Wild Animals di Kim Ki-duk
(K 1996, 105') v.o. sott. it.

ore 20.30

Incontro con Kim Ki-duk
Ingresso € 2.50

segue
Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera

di Kim Ki-duk (K 2003, 103') v.o. sott. it.

ore 22.45
Crocodile
di Kim Ki-duk
(K 1996, 105') v.o. sott. it.

 

Domenica 17 aprile

ore 16.30
Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera
di Kim Ki-duk
(K 2003, 103') v.o. sott. it.

ore 18.30
Crocodile di Kim Ki-duk
(K 1996, 105') v.o. sott. it.

ore 20.30
L'isola di Kim Ki-duk
(K 2000, 90') v.o. sott. it.

ore 22.15
Wild Animals di Kim Ki-duk

(K 1996, 105') v.o. sott. it.

 

Lunedì 18 aprile

ore 16.00
Address Unknown di Kim Ki-duk
(K 2001, 117') v.o. sott. it.

ore 18.15
The Birdcage Inn di Kim Ki-duk
(K 1998, 105') v.o. sott. it.

ore 20.15
Virgin Stripped Bare by Her Bachelors di Hong Sang-soo

(K 2000, 126') v.o. sott. it.

ore 22.30
Turning Gate di Hong Sang-soo
(K 2002, 115') v.o. sott. it.

 

Martedì 19 aprile

ore 16.30
Ferro 3 - La casa vuota
di Kim Ki-duk
(K/J 2004, 95') v.o. sott. it.

ore 18.30
Real Fiction di Kim Ki-duk

(K 2000, 69')
v.o sott. it.

ore 20.15

Address Unknown di Kim Ki-duk
(K 2001, 117') v.o. sott. it.


ore 22.30
The Birdcage Inn di Kim Ki-duk
(K 1998, 105') v.o. sott. it.



Mercoledì 20 aprile

ore 16.30
Bad Guy di Kim Ki-duk

(K 2001, 101') v.o. sott. it.

ore 18.30
The Coast Guard di Kim Ki-duk
(K 2002, 91') v.o. sott. it.

ore 20.30
Ferro 3 - La casa vuota
di Kim Ki-duk
(K/J 2004, 95') v.o. sott. it.

ore 22.20
Real Fiction di Kim Ki-duk
(K 2000, 69')
v.o sott. it.

 

Giovedì 21 aprile

ore 16.30
Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera
di Kim Ki-duk
(K 2003, 103') v.o. sott. it.


ore 18.30
Ferro 3 - La casa vuota di Kim Ki-duk
(K/J 2004, 95') v.o. sott. it.


ore 20.30
Bad Guy di Kim Ki-duk
(K 2001, 101') v.o. sott. it.

ore 22.30
The Coast Guard di Kim Ki-duk
(K 2002, 91') v.o. sott. it.

sussurrato da sushi | 01:52 | commenti (2)


venerdì, aprile 15, 2005
 

Finalmente la prossima settimana si parte per Udine, accrediti già al collo e via!! Conto alla rovescia per uno dei festival-cult più attesi e più applauditi: dal 22 al 29 aprile, infatti, il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” ospiterà la 7^ edizione di «Far East Film», la maggiore vetrina occidentale dedicata al cinema popolare asiatico. Lasciando parlare le cifre: 8 giornate di fitto calendario, tra proiezioni e incontri, e 66 opere in programma, tra anteprime mondiali ed europee. Se il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine è impegnato a mettere a punto i dettagli conclusivi, l’attenzione degli spettatori è già concentrata su uno dei tradizionali punti-chiave della rassegna: l’ormai celebre HORROR DAY, primo domicilio occidentale di The Ring (l’intera trilogia, ricordiamo, fu presentata da «Far East» nel 2000) o di The Grudge, che quest’anno offrirà agli appassionati ben 7 pellicole a cominciare dall’importantissima preview dell’opera collettiva giapponese Tales of Terror (8 brevi film per 7 diversi registi). Il 27 aprile, dunque, dal mattino a notte fonda, si snoderà una vera e propria maratona panasiatica del brivido, un’inedita mappa geografica - e stilistica - del new horror, capace d’indagare a 360 gradi su tutti i colori del buio. E sono, ovviamente, colori nerissimi, quelli scelti dal filippino Feng Shui, dal tailandese Art of the Devil, dal nipponico One Missed Call 2, dal coreano R-Point, dal cinese Suffocation e, dulcis in fundo, dal malese Pontianak - Scent of the Tuber Rose, probabile rivelazione del ricchissimo HORROR DAY 2005.

Saranno 67, quest’anno, i titoli attraverso cui «Far East Film» traccerà l’identikit del migliore cinema popolare asiatico. Un identikit in perfetto equilibrio tra passato, presente e futuro, tra cult-movies di ieri, di oggi e di domani, arricchito da numerosi percorsi collaterali e, come tradizione, da altrettante novità. Per 8 fittissime giornate, dunque, il grande progetto culturale che porta la firma del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine celebrerà lo storico traguardo delle sette edizioni, confermando la propria essenza di festival indipendente e, ormai, sempre più imitato…Dal 22 al 29 aprile, senza dimenticare un’appendice musicale notturna (nel corso della settimana si esibiranno le due scatenatissime rockstar nipponiche Afrirampo, già supporter dei Sonic Youth), il programma di «Far East Film» sfoglierà in anteprima europea o internazionale le nuove proposte targateCina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia (importante new entry: la Malesia).Parallelamente alle proiezioni, poi, non mancheranno le traiettorie di approfondimento quotidiano, così come non mancheranno gli eventi nell’evento: dalla prima retrospettiva occidentale dedicata alla gloriosa major giapponese Nikkatsu, mito personale di Quentin Tarantino, alla prima proiezione senza tagli di One & Eight, celebre capolavoro di Zhang Junqiao (tenacemente osteggiato dalla censura cinese. Suddiviso tra la sede principale del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e l’arena del Visionario, il settimo «Far East Film» segnerà inoltre l’attesissimo ritorno dell’Horror Day (il 27 aprile, a partire dalle prime ore della mattina fino a notte fonda), la maratona che presentò capitoli oggi fondamentali del new horror come The Grudge o la trilogia di The Ring, e ospiterà anche due mostre una dedicata al fotografo di scena hongkonghese Jupiter Wong, l’altra dedicata al mondo del fumetto giapponese), una sessione di studio riservata ai direttori della fotografia (lo sguardo sarà quello di tre maestri: un coreano, un cinese, un giapponese) e, ovviamente, altre sorprese ancora… «Il nostro festival – sottolineano, infatti, gli organizzatori - crede in un cinema senza etichette, non fa distinzione tra cinema di genere popolare o d’elite, tra piccoli film indipendenti o grandi produzioni. Il suo è uno sguardo a trecentosessanta gradi che trova ogni anno il supporto di un pubblico “vero” e fedelissimo, chiamato in causa, a dispetto delle giurie istituzionali, anche per votare il proprio film preferito da incoronare con l’Audience Award». L’apertura della nuova edizione, ricordiamo, sarà affidata all’anteprima di A World Without Thieves del regista cinese Feng Xiaogang, uno straordinario esempio di poliziesco, commedia, film d’azione, odissea spirituale e storia d’amore confezionati in modo irresistibile con due interpreti d’eccezione: Andy Lau e Rene Liu (entrambi in passato “approdati” a Udine)… No borders, No limits: The World of Nikkatsu Action Alla più antica delle Majors giapponesi è dedicata la grande retrospettiva del Far East Film Festival 2005. Il «Far East Film» nella sua storia passata ha sempre cercato di coniugare una sensibile attenzione per il presente con la passione per il cinema del passato mostrando, accanto alle novità, anche quei gioielli d’archivio tuttora invisibili in questa parte occidentale del pianeta. Sviluppando questa attitudine, in cartellone il prossimo aprile al Festival di Udine - dopo la rassegna retrospettiva del 2004, dedicata al regista di Hong Kong, Chor Yuen -, si potranno vedere 16 film presentati sotto la comune etichetta di Nikkatsu Action (“No Borders, No Limits: The World of The Nikkatsu Action”). Fondata nel 1912 la Nikkatsu è una delle più antiche major giapponesi. Tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta, la compagnia ha prodotto centinaia e centinaia di titoli di diverso genere, dai film di samurai alle commedie adolescenziali, ma è comunemente ricordata per i suoi formidabili film d’azione. Per ben 17 anni di frenetica attività (dal 1954 al 1971), la produzione di questi film impegnò all’interno della casa giapponese, i più popolari volti maschili del cinema di quell’epoca. Seppure stilisticamente molto diversi ed espressione delle più disparate influenze derivate dal cinema occidentale (da Duvivier, passando da Godard fino ad arrivare a Fellini e al Western), queste opere diventarono etichettabili in virtù della loro unica, vivace, fresca e chiassosa miscela di Est ed Ovest. La speciale e inedita combinazione venne poi meglio definita con la nascita del termine “borderless action” da cui, internazionalmente, Nikkatsu-Action. Molti di questi prodotti firmati dal grande Suzuki Seijun sono stati largamente mostrati all’estero, ma la maggior parte rimase costretta dentro i confini nazionali. A Udine si vedrà “la crema” del genere. 16 titoli che celebreranno la carriera di tre registi di assoluto rilievo: Masuda Toshio (tra gli ospiti del festival di Udine) storicamente l’autore capace per primo di definire il “genere” - con film come Red Quay (del 1958) straordinaria e premonitrice miscela di action-noir e mistery e il sofisticato Rusty Knife anch’esso del 1958 - ; Hasebe Yasuharu e Kurahara Koreyoshi dando ampia rilevanza anche ai volti degli attori di allora, vere e proprie icone popolari: da Kobayashi Akira a Akagiu Keiichiro, cioè il “James Dean nipponico” che morì, per una fatale coincidenza, all’età di soli 21 anni lasciandosi alle spalle una folgorante carriera fino ad arrivare al leggendario Shishido Jo, tra le più importanti star del genere che raggiungerà il capoluogo friulano in occasione dell’inaugurazione della manifestazione. Fa parte della selezione anche l’autentico pop-cult Black Tight Killers (di Hasebe Yasuharu, Giappone 1966) con uno straordinario Akira Kobayashi in versione James Bond. Si tratta di un noir che è diventato in breve tempo rappresentativo di tutto il genere; con una forma estetica estremamente pop costruita sull’uso forsennato del “trasparente”, di scenografie sgargianti e coloratissime, di vestiti alla moda e capigliature cotonate, il film mescola uno stile alla “yakuza” con trascinanti balletti e coreografie; pop art con arti marziali.Alla retrospettiva si affiancherà anche una pubblicazione monografica bilingue, ricca di un apparato iconografico inedito, curata dallo storico Mark Schilling. La speciale rassegna retrospettiva è realizzata in collaborazione con la Japan Fondation e con la Nikkatsu stessa. Accanto al Giappone, il rinnovato «Far East Film» 2005 offrirà ai suoi affezionati anche un altro importante momento di studio. Attraverso la presenza di tre direttori della fotografia (il coreano KIM Hyungkoo, il cinese, GU Changwei e il giapponese, TAMURA Masaki) si potranno analizzare tecnicamente le peculiarità del cinema asiatico fin dalla sua fase produttiva. Lo stile fotografico della maggioranza dei film asiatici, è uno dei motivi indiscussi della loro netta grandezza e superiorità nei confronti di altri esempi di cinematografie occidentali. La sezione speciale dedicata ai direttori della fotografia permetterà durante un confronto pubblico - un panel internazionale - di operare un confronto tra tecniche e modalità, tra tendenze e ritrovati della scienza, tra strumenti e attitudini che imperversano nel cinema asiatico piuttosto che in quello occidentale e hollywoodiano. Tra i titoli che corredano la sessione, oltre a Peppermint Candy e Memories of Murder (fotografati da Kim), Addio mia concubina e Sorgo Rosso (fotografati da Gu) anche l’attesissimo film giapponese Lady Snowblood di Fujita Toshiya del 1973 volutamente citato da Tarantino in Kill Bill 1 (soprattutto per la magica sequenza del duello sulla neve) fotografato da Tamura. Nel nutrito gruppo di opere contemporanee provenienti dai diversi paesi asiatici che il Far East Film esplora da oramai sette anni, da segnalare: il ritorno di McDull - il famoso maialino di Hong Kong - con Mc Dull, Prince de La Bun dove ancora una volta ci racconta a cartoni animati e in prima persona, le divertenti avventure della sua buffa famiglia di animali; sempre da Hong Kong e in anteprima per L’Europa, il noir più entusiasmante dell’anno One Nite in Mongkok di Derek Yee. Il film di Derek Yee assieme a Explosive City di Sam Leong e Love Battlefield di Soi Cheang formerà a Udine un trittico di rara forza nell’ambito di quel genere poliziesco contemporaneo che, non avendo il timore di confrontarsi con quelli che oramai sono diventati i classici del genere (vedi la trilogia di Infernal Affairs), riesce a raggiungere risultati eclatanti e originalissimi. Dall’ex colonia britannica non mancherà, ovviamente, la più recente commedia di Johnnie To (uno degli habituè del Festival di Udine), Yesterday Once More, girata in parte nel capoluogo friulano lo scorso aprile. Dalla Corea del Sud alcune anteprime assolute come il noir Some di Chang Youn-hyun (già autore del mai dimenticato Tell Me Something) e il più intimista e “truffautiano” Flying Boys della regista Byun Young-joo (già autrice di culto grazie all’erotico Ardor) anche lei tra gli ospiti del Festival. Tra i film più spettacolari della selezione spicca Lorelei di Shinji Higuchi, superproduzione nipponica che racconta l’avventura fantastica dell’eroico sottomarino giapponese, che staccandosi dall’isola di Tinian, ha il compito di intercettare e annientare il B-29 americano con a bordo la bomba atomica da sganciare su Tokyo. Appena uscito nelle sale il film è già campione di incassi. Infine non mancheranno le briose commedie coreane, come la frizzante Everybody Has Secrets di Chang Hyun-soo, vite e amori di giovani trentenni a Seoul e quella pseudo-horror come To Catch a Virgin Ghost di Shin Jung-won; dalla Thailandia si vedranno 4 film tra cui il cult d’azione, Born To Fight diretto dal coreografo di Ong Bak e l’horror-serial-cannibale Zee-Oui creato in coppia dalle due sorelle Buranee Rachaiboon e Nida Sudasna. Nella famosa fascia notturna - cioè le proiezioni della mezzanotte al Teatro Nuovo Giovanni da Udine - troveranno spazio la sconclusionata e esilarante commedia filippina Mr Suave della regista Joyce Bernal e Pattaya Maniac di Yuthlert Sippapak un insolito noir sulle strade thailandesi. Infine nell’oramai attesissimo Horror-Day (mercoledì 27 aprile) anche il film malese di vampiri Pontianak Scent of the Tuber Rose. Accanto alle proiezioni, come già menzionato, anche due mostre: la prima al Teatro Nuovo dedicata al lavoro del fotografo di scena di Hong Kong Jupiter Wong. Dal titolo “Fame Flame Frame – Jupiter Wong Exhibition” la mostra presenta più di 200 scatti; immagini catturate durante le lavorazioni di alcuni dei film che hanno fatto la storia del cinema di Hong Kong dal 1988 al 2005. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Hong Kong Film Archive, sarà inaugurata dall’autore il 22 aprile. Al Visionario a partire già dalla metà di aprile invece una grande esposizione di fumetti. Si tratta di “MANGASHI - (Il fumetto in Giappone) da Toba Sojo a Internet”, questo il nome della mostra che, in collaborazione con Comicon di Napoli - il più importante festival del fumetto in Italia - traccerà le principali linee storiche del fumetto giapponese in una suggestiva cornice scenografica e mostrerà il lungo cammino della nona arte del Sol Levante, che a buon diritto può vantare una tradizione antichissima. La mostra ripercorre, a partire da periodi meno noti al grande pubblico, la fine dell’800 e la rinascita degli anni ‘60, passando al boom delle riviste e agli autori storici come Osamu Tezuka, per giungere poi all’impetuosa avanzata dei Manga (i fumetti) e degli Anime (i cartoni) dagli anni ‘70 ad oggi.

sussurrato da sushi | 14:00 | commenti (1)