[....Vivo come un cammello in una grondaia,
in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione
per acquistare un paio d'ali, e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste
il male... se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]
[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita
nell'incerto cammino del ritorno...]
...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!! *loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001
sabato, aprile 29, 2006
Appena arrivato dal Far East Festival, edizione deludente, visto il programma dei film in concorso un pò scarno di contenuti; per ora mi sento di poter salvare ben poche pellicole, tra le quali c'è questo "RAMPO NOIR" DI TAKEUCHI SUGURU, JISSOJI AKIO, SATO HISAYASU, KANEKO ATSUSHI, adesso attendo il premio del pubblico di questa sera, pubblico del quale a volte si potrebbe fare a meno, a partire dalla razza degli addetti ai lavori, spocchiosi e fastidiosi come nessun altro, con i quali mi sono trovato a discutere sul fatto che un cinefilo come il sottoscritto, debba o meno avere l'ambizione di dover entrare a far parte dello show business, di dover fare l'attore o il regista, ma cazzo è come se ogni appassionato di astronomia volesse fare l'astronauta!!! ....come nel caso dell'amante della lettura che non punta minimamente a fare lo scrittore, pur facendo del proprio piacere di leggere, una ragione di vita, come io ne faccio del cinema, della cucina, dell'oriente e di tutte le cose che amo, senza voler fare il regista, lo chef o lo yakuza, beh forse lo yacuza si!!! E' ovvio che se potessi vivere di una mia passione, sarei la persona più gratificata e felice che ci possa essere, ma posso benssimo gioire di ciò che mi fa fluire il sangue nelle vene e alimenta la mia anima anche facendo l'impiegato!!! ... pur indossando ogni tanto gli abiti del critico che scrive qualche recensione per siti e riviste del settore, oppure vestendo gli abiti dello chef ogni volta che mi ritrovo davanti i fornelli ogni santo giorno!!! Altra razza pietosa che pullula per le location dei Festival, ma indubbiamente anche in tanti altri contesti, è quella dell'universitario per status, che non sa infilare un cazzo di quello che ha "studiato" in nessun discorso, oppure quello che parla solo di quello che "studia"!! Il classico elemento da cultura di aria fritta, che pensa di riscattarsi dopo non aver usato come fucina di eventuali passioni o future esperienze gli anni passati nei vari licei o isituti professionali, che poco danno se non si incontra il calssico prof carismatico che ti insegna ad osserevare il Mondo. Sarò cinico e presuntuoso ma preferisco la mia piccola cerchia di amicizie, e succhio tutto quello che posso dalla nuove conoscenze che possono farmi crescere, tenendo alla larga il classico universitario che gira per il foyer menandosela da finto alternativo tutto griffato, che pensa di affermarsi per potersi sentire parte pensante della gente della quale ama circondarsi, tutti che si danno appuntamenti ai vernissage più remoti dell'artistoide più imbecille!!! Fino alla scorsa edizione il Far East sembrava immune dagli adetti ai lavori, e dagli universitari per status, regnava il mood da assetati di Oriente e Cinema come il sottoscritto, invece è avvenuta la tanto temuta invasione!! Ma venendo al motivo della mia trasferta, sperando di raccogliere i frutti di ciò che ho seminato in questa settimana di Festival ad Udine, città che mi sorprende sempre più piacevolmente, comincio parlando di questo film...
RAMPO NOIR
Regia: TAKEUCHI Suguru, JISSOJI Akio, SATO Hisayasu, KANEKO Atsushi
Anno: 2005
Durata: 134’ min
Delirio nipponico a episodi
Omaggio quadruplo allo scrittore Edogawa Rampo, versione nipponica di un incrocio fra Sir Arthur Conan Doyle ed Edgar Allan Poe, dal quale prende lo pseudonimo; per lo stile di questo scrittore si è dovuto coniare un nuovo termine: ero-guru, erotico-grottesco. Una mente tanto malata quanto geniale, omaggiata da quattro registi di due differenti generazioni.
MARS CANAL DI TAKEUCHI SUGURU
Il giovane cineasta Suguru relazza il primo dei quattro episodi, nonchè il più corto. Si tratta, infatti, di uno spezzone muto di pochi minuti in cui un uomo nudo (il bravo Asano Tadanobu, già visto in Zatoichi) vaga per una landa brulla e desolata; arrivato nei pressi di un laghetto, vi si specchia e vede riflesso il corpo di una donna. Questa epifania fa ricordare all’uomo i momenti di sesso estremo passati con la donna riflessa nell’acqua. Questo primo nervosissimo episodio, montato freneticamente, non disturba solo grazie all’esigua durata.
THE HELL OF MIRRORS DI JISSOJI AKIO
Il maestro Akio cala l’asso col suo splendido episodio. La storia è quella di Akechi Kogoro (sempre interpretato da Asano), ovvero la versione di Edogawa di Scherlock Holmes, detective per hobby, che aiuta la polizia ad indagare su un triplice caso di omicidio; tre donne, tre conoscenti, vengono uccise una dopo l’altra. L’incredibile quanto improbabile potenza deduttiva di Akechi, permetterà allo stesso di smascherare il colpevole: si tratta di un novello Narciso, costruttore di specchi come la tradizione insegna. Egli vede le donne come specchi della sua bellezza ma ad un tratto, impazzito, si accorge che gli specchi sue creazioni sono gelosi delle donne che frequenta ed è quindi costretto ad ucciderle. Akio, maestro formalista, mostra tutta la sua arte di calligrafista in questo episodio, trasformando una storia non certo eccitante in uno spettacolo per gli occhi: montaggio, fotografia, movimenti di camera, inquadrature, montaggio interno fanno di questo film breve un capolavoro. Da gustare in religioso silenzio il gioco di specchi che Akio crea nell’interrogatorio di Akechi con l’assassino.
CATERPILLAR DI SATO HISAYASU
Quando il pubblico di aficionados ero-guru cominciava a scalpitare per la delusione, ecco che Sato presenta il suo episodio, il più schiettamente legato alla filosofia ero-guru di Edogawa. Tokiko, giovane ed affascinante donna, si prende cura del marito, il tenente Sunaga, tornato dalla guerra sfigurato e senza arti. La donna sfoga sull’amputato le sue perversioni violente e sessuali. Un giovane artista che vive con loro trova affascinante, anzi considera un’opera d’arte vivente il corpo mutilato del tenente. Venuta alla luce la verità, cioè che è stata Tokiko a mutilare il marito per amore, la donna stessa accetterà di diventare un’installazione perenne della collezione dell’artista facendosi mutilare ad immagine e somiglianza del marito. Episodio forte, sporco nella fotografia e nella regia; interessante il concetto di arte, molto personale, che esprime il giovane gallerista. Come tutti i lavori estremi, o si ama o si odia e difficilmente si possono riportare argomentazioni oggettive. Di sicuro sciocca la compiacenza con la quale Sato porta avanti questa orrorifica storia.
CRAWLING BUGS DI KANEKO ATSUSHI
L’ultimo episodio è affidato ad un esordiente artista di manga. L’onnipresente Asano interpreta l’autista pieno di fobie di una capricciosa attrice, di cui è segretamente innamorato. L’uomo odia gli insetti ed il contatto col resto della razza umana per paura di infettarsi con qualche invisibile ma letale germe. Il suo unico scopo è quello di conquistare la sua amata. Quando finalmente si decide a farsi avanti, e lei a stento lo riconosce senza il cappello e la livrea d’ordinanza, l’uomo impazzisce, la strangola e poi, pentito, la porta nel suo appartamento per cercare in tutti i modi di arrestarne la decomposizione per poter soddisfare il suo scopo di passare la vita insieme a lei. Tra i quattro sicuramente l’episodio dell’esordiente Kaneko è sicuramente il più pungentemente grottesco; riuscito nella sua strana scomposizione temporale e nel suo ricreare il mondo di fobie dell’innamorato autista. Splendida fotografia, dai colori vividi e luminosi, in contrasto con l’atmosfera di morte e decomposizione.
NEW BRITISH JAZZ FESTIVAL Dal 19 al 22 Aprile 2006
Al via un’importante rassegna dedicata al nuovo jazz britannico, con quattro giorni di concerti, dj set, conferenze e workshop. Il Festival vuole concentrare l’attenzione su un genere musicale che negli ultimi anni sta attraversando un periodo straordinario e brillante, grazie alle fusioni e contaminazioni, che costituiscono un autentico interscambio culturale linfa per i nuovi artisti. L’AICS di Torino, in continuità con la manifestazione “New British Jazz” svoltasi a Roma nel 2005 presso l’Auditorium Parco della Musica, ospita nel clima internazionale della Torino post-olimpica alcuni degli artisti più rappresentativi della scena New Jazz. La rassegna apre con l’esibizione della Jazz Jamaica All Stars (20 aprile, Supermarket) che rappresentano l’anima jazz unita all’hip hop e al soul (con un omaggio a Motown),al reggae e allo ska. Si prosegue con Gwyneth Herbert, talentuosa vocalista jazz inglese britannica e appassionata di folkjazz, che il “New York Times” incorona come l’erede di Joni Mitchell. Il 21 aprile va in scena la star dell’ultimo Montreux Jazz, il trombettista e BBC awards Abram Wilson Sextet (Fonderie Limone, Moncalieri), mentre dopo le 24 ci si sposta nuovamente a Torino per Jazz Room Party, con il dj set di Russ Dewbury al Fluido. Dewbury è uno dei produttore di punta, nonché dj tra i più quotati del dance floor in UK. Il 22 il palco vede l’esibizione del pluripremiato trombonista Dennis Rollins “Badbone Band” (Maison Musique, Rivoli), già con Roots e US3, in un’emozionante sfida tra un mix di funk, jazz e soul , tradizione ed elettronica. Il party di chiusura spetta ad uno dei dj più influenti e carismatici della scena dance, Dj Patife, da Sao Paolo via Movement di Londra, animatore di notti infuocate nei clubs di tutto il mondo, assieme a Cleveland Watkiss. Il Jazz Samba Party è in programma presso in zona Murazzi, nel locale Le Arcate.
PROGRAMMA
CONFERENZE E INCONTRI
Non solo spettacolo, la manifestazione vuole essere anche un importante momento di aggregazione e crescita culturale, di riflessione e di confronto sui diversi temi legati alla cultura, alla produzione e alla promozione artistica, alle sue ricadute sul territorio e sul sistema economico, al ruolo e alle funzioni delle istituzioni al servizio di una società in continua evoluzione.
In tal senso, in apertura del festival (19 aprile – Atrium – Torino) è in programma un primo incontro con operatori internazionali per meglio rapportarsi in futuro ed in cooperazione culturale con il panorama europeo, realizzato in collaborazione con Torino Internazionale. L’obiettivo è di analizzare e aderire al programma Cultura 2007 dell’U.E, creando un tavolo di lavoro comune.
Tra i relatori figurano: Paul Docherty e Brendan Griggs rispettivamente Direttore, e Responsabile arti British Council Italia; Janine Irons della Dune Records UK; Rose Parfitt del magazine britannico “Straight no Chaser” (redazione rivista specializzata UK); Mario Berna direttore artistico e responsabile di FreeFormJazz (Roma/UK); i jazzisti Gary Crosby (contrabbasso), Denys Baptiste (sax); BBC radio; Centre Culturel Francais Torino; Maison de la Culture di Grenoble; Maisons de la Culture Amiens; Label Bleu; Theatre 145; Alberto Asteggiano di Pulsazioni Live.
AGENDA LIVE
Mercoledì 19 aprile 2006
ATRIUM
Torino, Piazza Solferino
Conferenza stampa e incontro con operatori internazionali: Presentazione sito www.newjazz.org, piattaforma di lavoro virtuale in vista del Programma Cultura 2007.
Performance e proiezioni video in via di definizione stabilire
Giovedi 20 aprile 2006 dalle 22
SUPERMARKET
Torino, Viale Madonna di Campagna 1 angolo via Stradella
JAZZ JAMAICA ALL STARS
Progetto del pluripremiato contrabbassista Gary Crosby risalente al 1991, Jazz Jamaica è la perfetta sintesi dei migliori jazzisti del new jazz. Una super big band alla Buena Vista Social Club, una miscela esplosiva di reggae e jazz, di mento e ska, col profumo inconfondibile di canzoni folk jamaicane, per un concerto tutto da ascoltare e da ballare. Jazz classico e modern jazz dance... Le originali sonorità di questo gruppo di 20 musicisti nascono dalla fusione musicale, unica nel suo genere, tra ska e jazz, conosciuta come skazz. Frenetico, dirompente e poliritmico, il mix musicale di Jazz Jamaica si ispira alle prime band jamaicane. Nel 2005 Corsby lancia un nuovo progetto, Motorcity Roots, in collaborazione con l’etichetta Motown. Special guest dell’album Motorcity Roots sono Omar (vocalist pioniere del nu-soul). Il Motorcity Roots Motown show si prospetta come ottima musica da ascoltare per i “serious listeners” e impossibile da non ballare per tutti! (www.dune-music.com)
Giovedi 20 aprile 2006, dalle 24
SUPERMARKET
Torino, Viale Madonna di Campagna 1 angolo via Stradella
DANCEHALL RESIDENT CONSOLLE CON DJ FEDE & SOULFUL CREW
I Soulful (Luis e Jimmy) per l’occasione, insieme a Dj Fede, proporranno dopo il concerto un Dj set da ballo sull’onda dei classici proposti dai Jazz Jamaica spaziando fra le molteplici sfumature del rhythm ‘n’ blues : northern e Detroit sound, blue beat, ska, rocksteady , funk, boogaloo…
Venerdì 21 aprile 2006, dalle 22
FONDERIE LIMONE
Moncalieri, Via Pastrengo 88
ABRAM WILSON SEXTET + GWYNETH HERBERT TRIO
Afro-americano di New Orleans con residenza in UK, Abram Wilson è uno dei trombettisti più in voga e geniale in circolazione. Diplomato a 22 anni alla prestigiosa New Orleans Center For Creative Arts (NOCCA), Abram ha inciso l'album Jazz Warrior per la Dune Rec. con il quale è stato accolto dalla stampa inglese come un vero trionfo. Gia nel quintetto di Cleveland Watkiss, Jazz Jamaica, Soweto Kinch e stelle americane come Wynton Marsalis, Terence Blanchard, Harry Connick Jr, Donald Harrison, Delfayo Marsalis, Nicholas Payton. A NY suona con Roy Hargrove big band e rimane per un periodo nel giro del jazz neworkese per poi trasferirsi in Inghilterra. Il suo stile inconfondibile influenzato da Chet Becker e dal jazz be bop ma anche funk, hip hop, soul, r'n'b da Herlin Riley a The Roots. (www.abramwilson.com).
Tra le voci più importanti del Regno Unito, Gwyneth Herberth è stata definita dal times l'erede di Joni Mitchell e la jazz singer più geniale in UK. Artista jazz notevole e punta di diamante della Universal Jazz Records, Gwyneth ha aperto il recente London Jazz Festival con un sold out al Queen Elizabeth Hall London, è main name al Cheltenham & Bath Jazz Festivals. Nuovo album nel 2006. Diva del drum n bass, attrice, vera star in Polonia, Gwyneth Herbert è diventata, a 22 anni, una veterana della scena jazz: non solo rielaborare brani di altri, Gwyneth è anche un’autrice di canzoni originali capace di trasporre l’amore per la letteratura e la passione per la composizione classica nei suoi brani stupendi, evocativi, eleganti. (www.gwynethherbert.com)
Venerdì 21 aprile 2006, dalle 24
FLUIDO
Torino, Parco del Valentino, Viale Cagni 7
JAZZ ROOM PARTY CON RUSS DEWBURY, DJ FEDE & SOULFUL
Russ Dewbury è uno dei più conosciuti antiquari inglesi di musica nera, Dj jazz da più di 20 anni (Jazz Rooms, Brighton’s Jazz Bop events), curatore della serie AricaFunk e di altr compilation di musica nera. Vanta collaborazioni con Art Blakey, Pharoah Sanders e Terry Collier di cui è stato anche manager.
Sabato 22 aprile 2006, dalle 22
MAISON MUSIQUE
Rivoli, Via Rosta 23
DENNIS ROLLINS BADBONE BAND
Trombonista e compositore eccelso, Dennis Rollins con il suo quintetto ha mostrato un approccio unico ed eccitante con il suo strumento, provando al pubblico la sua vocazione da front-man. La sua energia, basata sul groove, sul funky, sulla dance music, uniti alle scale e ai semi-toni jazzistici, ha coinvolto un pubblico di tutte le età. Tra gli altri, ha suonato, registrato e realizzato concerti con: Roy Ayers, The Roots, Dionne Warwick, Jamiroquai, Cyprus Hill, Hermeto Pascoal, Brand New Heavies, George Clinton, Lonnie Liston Smith, Blur, US3, Tom Jones, Erykah Badu, Marcus Miller, Courtney Pine, Sting, Percy Sledge, Gorillaz, Space Monkeyz... (www.dennisrollins.com)
Sabato 22 aprile 2006, dalle 24
LE ARCATE
Murazzi del Po, Lato Destro
JAZZ SAMBA PARTY CON DJ PATIFE & CLEVELAND WATKISS CON DJ FEDE, DELROY & PROMENADE
Elettronica,d'n'b bossa, funk, batucada, funk: questi i suoni di Dj Patife. Dopo le prime esperienze professionali come dj hip hop, nel '95 diventa resident della celebre Arena Music Hall di San Paolo. E' in questo periodo che Patife sviluppa il gusto per il drum’n’bass; mentre a Londra questo genere esce dall'underground e conquista i grandi club, a San Paolo un disco di Roni Size o Dj Krust costituisce ancora un oggetto non meglio identificato. Nel 1999 il suo primo disco “Sounds of Drum’n’Bass” viene recensito con grandi elogi dalla prestigiosa rivista musicale Muzik and MixMag. Inizia l’era del “Drum'n'Bass brazuca”, che identifica in DJ Patife il rappresentante più noto a livello internazionale, grazie soprattutto al remix di “Sambassim” di Fernanda Porto, che ha superato ogni record di vendita per un brano di musica drum'n'bass! (www.djpatife.com)
Clevelan Watkiss è certamente tra i migliori cantanti in circolazione. La sua voce jazz/soul è parte fondamentale della scena britannica. Ha avuto tre nomination come Miglior Vocalist ai Jazz Awards, oltre ad essere autore del progetto Project 23. Ha inoltre lavorato con Talvin Singh, Stevie Wonder, Ufo, Grooverider, Atj Bunker, Roni Size, Courtney Pine, Who, Bob Dylan e Goldie, con cui ha animato le memorabili serate Metalheadz al Blue Note di Londra. (www.clevelandwatkiss.com)
Dj Fede a.k.a. DEF Sounsystem
Conosciutissimo copme dj e produttore hip hop, dj Fede è un amante del drum n’ bass, a cui si è avvicinato a metà degli anni Novanta. Ha diviso la consolle con nomi del calibro di Grooverider, Digital, Kemistry & Storm e Photek. Il suo nuovo ep, dal suono liquid funk, uscirà tra pochi mesi sotto le pseudonimo di DEF Soundsystem.
Delroy & Promenade, alias Golpe Movement, è il marchio più importante della scena Drum n’ bass milanese. Oltre ad organizzare numerose serate in cui ospita i più importanti dj a livello europeo, si è prefissa l’obiettivo di essere un canale non commerciale di promozione artistica. Delroy e Promenade sono dei nomi storici di questa realtà.
BIGLIETTI:
Ingresso ai concerti: 15 € euro (ridotto 13 € per soci Aics)
Abbonamento ai 3 spettacoli: 35 €
Party: ingresso libero, consumazione facoltativa
LE TRE "STELLE" DELLA SERATA D’APERTURA: l’anteprima europea del coreano RULES OF DATING, la world-premiere del film cinese TROUBLE MAKERS e gran finale con la presenza di MIIKE Takashi e la proiezione del film IMPRINT censurato negli Stati Uniti.
Un triplo goal il Far East lo mette a segno fin dalla serata d’apertura che prevede tre momenti che brillano di luce propria. Si parte con il film coreano RULES OF DATINGdi HAN Jae-rim, regista esordiente che sarà presente a Udine per raccontare la genesi di questo piccolo e gustosissimo pamphlet delle regole del corteggiamento. Incomprensibilmente ignorato dai maggiori Festival, e immediatamente scelto come film d’apertura della manifestazione udinese (che nel contempo se n’è aggiudicata l’anteprima europea), RULES OF DATING è un’opera ironica e maliziosa, audace e contraddittoria, mai moralista. Una commedia amara. specchio dell’inventiva, della professionalità e qualità del cinema coreano contemporaneo. Il film è una delle grandi scoperte del 2005 ed è stato uno dei maggiori successi in patria, scatenando discussioni e polemiche sul ruolo e sul gioco dei sessi. Dall’articolata costellazione del cinema coreano, seguendo quella stella cometa che si chiama Cina, si giungerà, in seconda serata, ad apprezzarne i lati meno conosciuti e più sorprendenti. In prima visione assoluta verrà presentata la black comedyTROUBLE MAKERS di CAO Baoping che, per l’audacia della concezione politica (il tema è quello della corruzione) e per l’inedito stile nervoso e concitato della regia, si conferma come uno dei miglior film dell’intera selezione udinese. Il gran finale del 21 aprile è interamente affidato al regista di culto Miike Takashi che, come già detto sarà ospite speciale del Museo del Cinema di Torino per una retrospettiva e un volume a lui dedicati, raggiungerà Udine in tempo per l’inizio della proiezione in HD del suo discussissimo - e invisibile fino ad ora - episodio della della serie televisiva americana MASTERS OF HORROR che già era stata protagonista tra le proiezioni del Festival Taurinense, annoverando la presenza dei registi. Autentico maestro del cinema giapponese, autore del cult Audition, Miike in questo episodio intitolato IMPRINT, bandito dalla TV americana Showtime perché troppo violento, supera se stesso. Carico della lezione di Nakagawa e di Oshima, Miike racconta la ricerca di un amore abbandonato e rimpianto. Una ricerca che porta alla luce l’atrocità e il sangue dell’incubo quotidiano delle nostre vite. Senza redenzione finale, il film della lunghezza canonica di 60 minuti, descrive un mondo agonizzante fatto di tortura, sadismo e ferocia.
DOPPIO FIL ROUGE UDINE - TORINO, OLTRE ALLA PRESENZA DI MIIKE TAKASHI, SI RIPARLA DI OLIMPIADI
Le Olimpiadi non si chiuderanno a Torino ma proseguiranno a Udine: tra i titoli più attesi di «Far East Film 8», infatti, spiccherà quello dell’irresistibile pellicola giapponese Ski Jumping Pairs - Road to Torino 2006, presentata dal grande festival friulano in prima nazionale ed espressamente dedicata all’evento sportivo dell’anno. Già eletto cult movie dalla stampa internazionale («Più divertente dello Zelig di Woody Allen»), Ski Jumping Pairs testimonia, in perfetto equilibrio tra un meticoloso documentario e un cartoon demenziale, la vita di una squadra di atleti nipponici e non, squadra fittizia così com’è fittizia la disciplina che pratica (una bizzarra variante a coppie del salto con gli sci), alternando per un’ora e mezza testimonianze, interviste e improbabili sequenze acrobatiche (uno dei due sciatori, durante il salto, assume le posizioni più stravaganti ed esse vengono freddamente catalogate secondo il lessico sportivo). Salto dopo salto, applauso dopo applauso, l’eccentrico sport made in Japan contagia rapidamente anche l’Europa e si garantisce, per la gioia di tutti, l’accesso ai giochi olimpici!
7 VOLTE HORROR
Il 27 aprile, infine, sarà la volta del tradizionale e attesissimo Horror Day. Il simbolo stesso, forse, della vocazione autenticamente popolare di Far East Film. Primissimo domicilio occidentale di The Ring (l’intera trilogia, ricordiamo, fu presentata da Far East nel 2000) o, ancora, di The Grudge, l’Horror Day quest’anno offrirà a tutti gli appassionati 7 nuove pellicole ad alta tensione e un cortometraggio: dal mattino a notte fonda si snoderà una vera e propria maratona panasiatica del brivido, un’inedita mappa geografica - e stilistica - del new horror, capace d’indagare a 360 gradi su tutti i colori del buio: quelli scelti dall’hongkonghese The House, dal coreano Voice, dai filippini Cogon e Aquarium (il corto), dai tailandese Ghost of Valentine eArt of the Devil 2, infine, dal taiwanese The Heirloom. È la prima volta che il made in Taiwan approda all’Horror Day, mentre Yuthlert Sippapak e Rico Maria Ilarde, che firmano rispettivamente Ghost of Valentine e Cogon, sono due vecchie conoscenze del festival. Sippapak, in particolare, ha già animato Far East con Killer Tattoo e Bupah Rahtree, e adesso ritorna con una ghost story melodrammatica che mescola orrore, comicità e sentimento (il film è uscito nelle sale di Bangkok il giorno di San Valentino). Sicuramente destinato a lasciare il segno, poi, anche Voice, un horror intenso che propone temi inconsueti come quello dell’omosessualità. Il punto di vista è assolutamente originale: il mondo visto attraverso gli occhi di un fantasma…In occasione dei suoi primi 25 anni, rientra nell’Horror Day anche un classico del cinema di Hong Kong. Prodotto da Jeff Lau, si tratta di The Imp di Dennis Yu che fortemente influenzato dalla New Wave anni Ottanta del cinema di Hong Kong si presenta come horror metropolitano, ambientato in un palazzone infestato dallo spirito di un bambino mai nato.
DALL’HORROR AL PINK
Far East Film se n’era già largamente occupato con un’ampia retrospettiva nel 2002, punta dunque nuovamente i riflettori sul fenomeno pink (tappa cruciale per la formazione dei registi nipponici, i pink rappresentano un vero e proprio "caso" fin dagli anni Sessanta: realizzati a basso costo, a carattere erotico, non smettono di entusiasmare il pubblico e contribuiscono a mantenere in ottima salute l’industria cinematografica giapponese…) con una mini-monografia dedicata al regista Meike Mitsuru, ospite del festival assieme alla protagonista del suo bizzarro The Glamorous Life of Sachiko Hanai, cioèla sensualissima Emi Kuroda. Definito «uno spassoso sogno erotico per intellettuali», questo pink merita particolare attenzione sia per la durata (90 minuti pieni contro i classici sessanta), sia per la trama decisamente elaborata, sia per la corrosiva e potente satira di fondo (la scena-madre vede un dito del presidente Bush "fare invasione" tra le cosce dell’eroina Sachiko). Per la critica, «un pink che si eleva al di sopra della categoria dei film indecenti per approdare a uno status di classico minore, reparto commedia sexy. Lo troveremo presto nei curriculum di studi sul cinema». Assieme a The Glamorous Life, sarà presentato anche l’ultimo lavoro diMeike Mitsuru intitolato Bittersweet.
PREVIEW, CANZONI, NINJA, RIOT GIRLS E FILM TRATTI DA MANGA
La musica e le canzoni non primeggeranno al Far East Film soltanto nelle opere del passato ma troveranno spazio anche in due film recentissimi: il primo, Nana di Otari Kentaro (tratto dal popolarissimo fumetto di Ai Yazawa e presentato a Udine in prima assoluta) è un film basato sull’amicizia/contrasto tra due giovani donne di vent’anni, la prima una punk-rocker interpretata dalla star Mika Nakajima e la seconda un’ingenua ragazza di campagna; il secondo, che trae ispirazione da una canzone, s’intitola LINDA LINDA LINDA di Yamashita Nobuhiro e racconta, sotto forma di commedia, la nascita di una school rock-band dominata dalla presenza della star coreana Bae Doona in un insolito ruolo da singer. Il titolo è ripreso dall’hit dei Blue Hearts, storico gruppo del punk-rock nipponico attivo tra gli anni Ottanta e Novanta che mescolava la tradizione musicale nazionale con sonorità riprese da Clash, Ramones, Buzzcocks e The Jam. Le prime assolute al Far East Film non sono certo finite: all’interno del cartellone spicca infatti la presenza del blockbuster giapponese Always – Sunset on Third Street di Yamazaki Takashi (tratto dal fumetto di Ryohei Saigan), straordinario e commovente melodramma ambientato in una Tokyo anni Cinquanta interamente ricostruita con gli effetti speciali. Always, che si vedrà per la prima volta in Europa proprio a Udine, arriva al Far East Film carico di Oscar: al recente Japan Academy Award il film di Yamazaki ha vinto la bellezza di 12 statuette confermandosi il maggior successo dell’anno. Sul versante fantasy non poteva invece mancare Shinobi di Ten Shimoyama che renderà merito a tutti gli appassionati di storie ninja. Il film, ambientato nell’era Tokugawa (1600 – 1867), racconta la lotta tra due opposti gruppi di cavalieri dai poteri sovrannaturali e, immancabilmente, anche l’amore appassionato e impossibile che nasce tra un uomo e una donna divisi in guerra e uniti nel cuore. Anche in campo coreano le premieres internazionali sono numerose a cominciare dal già citato film della opening night Rules of Dating, memorabile esordio alla regia di Han Jae-rim, nonchè l’attesissimo Welkome to Dongmakgol di Park Gwang-hyun storia mista al fantasy ambientata in piena Guerra di Corea (1950) quando un soldato statunitense, un ufficiale nordcoreano e il reparto di un soldato sudcoreano, s’incontrano per coincidenza nel pacifico e immaginario villaggio di Dongmakgol.
OMAGGIO A JISSOJI AKIO DA EDOGAWA RAMPO
All’interno della selezione giapponese uno spazio importante è dedicato al regista Jissoji Akio, autore assieme a Sato e Takeuchi, Kaneko del film ad episodi, tratto dai racconti di Edogawa Rampo, Rampo Noir . Edogawa Rampo (classe 1894), che tanto ha influenzato i cineasti giapponesi ha scritto racconti del mistero modellati sull’opera di Edgar Allan Poe da cui dichiaratamente aveva tratto il suo nome d’arte. Anche Jissoji compare tra i registi affascinanti dal mondo esoterico e oscuro evocato dagli scritti di Rampo. Due dei film di Jissoji tratti da Rampo, andranno a costruire all’interno del Festival di Udine un piccolo tributo all’autore giapponese che interverrà al Far East Film come ospite speciale. Si tratterà dei mistery-erotici: A Watcher In The Attic del 1994, e Murder On D Street del 1997, entrambi i film compaiono per la prima volta in un festival internazionale. Jissoji nato a Tokyo nel 1937 è un chiaro esempio di regista versatile e eclettico capace di cimentarsi nel commerciale (è stato i creatore della serie di fantascienza degli Ultramen) come nel prodotto più propriamente d’autore. ALL THE FILMS AT A GLANCE FEFF 2006
COMPETITION
CHINA
Gimme Kudos, HUANG Jianxin, 2005, drama, European Premiere Loach is Fish Too, YANG Yazhou, 2005, drama, European Premiere Sudden Lover, HAO Ran, 2005, romantic thriller, Italian Premiere Trouble Makers, CAO Baoping, 2006, black comedy, World Premiere You & Me, MA Liwen, 2005, drama, Italian Premiere
HONG KONG
2 Become 1, LAW Wing-cheong, 2006, drama, International Festival Premiere 2 Young, Derek YEE, 2005, romance, European Premiere B420, Mathew TANG, 2005, youth drama, Italian Premiere Cocktail, Herman Yau & Longisland SO, 2006, drama, International Festival Premiere Dragon Squad, Daniel LEE, 2005, action thriller, European Premiere Home Sweet Home, Soi CHEANG, 2005, psycho thriller, Italian Premiere The House, NG Man-ching, 2005, Horror Day, European Premiere I'll Call You, LAM Tze Chung, 2006, bittersweet comedy, International Festival Premiere The Imp, Dennis YU, 1981, Horror Day Isabella, PANG Ho-cheung, 2006, drama, Italian Premiere The Shopaholics, WAI Ka-fai, 2006, comedy, International Festival Premiere Superkid, CHA Chuen-yee, 2006, action comedy drama, International Festival Premiere
JAPAN
Always - Sunset On Third Street, YAMAZAKI Takashi, 2005, melodramma, European Premiere Linda Linda Linda, YAMASHITA Nobuhiro, 2005, teen comedy, Italian Premiere Nana, OTANI Kentaro, 2005, music drama, European Premiere Rampo Noir, TAKEUCHI Suguru, JISSOJI Akio, SATO Hisayasu, KANEKO Atsushi, 2005, erotic/ horror omnibus, Italian Premiere Shinobi, SHIMOYAMA Ten, 2005, Ninjia action, Italian Premiere Ski Jump Pairs - Road To Torino, KOBAYASHI Masaki, 2006, mockumentary, Italian Premiere Tokyo Zombie, SATO Sakichi, 2005, zombie comedy, Italian Premiere When The Show Tent Came to My Town, FUKAGAWA Yoshihiro, 2005, kids drama, European Premiere
Pink Movie: Tribute To MEIKE Mitsuru
Bitter Sweet, MEIKE Mitsuru, 2004, pink movie, International Festival Premiere The Glamorous Life Of Sachiko Hanai, MEIKE Mitsuru, 2005, pink movie, Italian Premiere
Special Focus On: JISSOJI Akio
A Watcher In The Attic, JISSOJI Akio, 1994, erotic mystery Murder On D Street, JISSOJI Akio, 1997, mystery
PHILIPPINES
Beneath The Cogon, Rico Maria ILARDE, 2005, Horror Day, Italian Premiere [Acquarium, Rico Maria ILARDE, 2005, Horror Day, International Festival Premiere] D’Anothers, Joyce BERNAL, 2005, comedy, International Festival Premiere Exodus: Tales From The Enchanted Kingdom, Eric MATTI, 2005, fantasy, European Premiere
SOUTH KOREA
All For Love, MIN Kyu-dong, 2005, romantic comedy, International Festival Premiere Art of Fighting, SHIN Han-sol, 2006, action, International Festival Premiere Bystanders, IM Kyung-soo, 2005, action thriller, International Festival Premiere Love Is A Crazy Thing, OH Seok-keun, 2005 romantic drama, Italian Premiere Murder, Take One, JANG Jin, 2005, thriller, International Festival Premiere Rules of Dating, HAN Jae-rim, 2005, romantic drama, European Premiere Sa-Kwa, KANG Yi-kwan, 2005, drama, Italian Premiere See You After School, LEE Seok-Hoon, 2006, action comedy, International Festival Premiere Vampire Cop Ricky, LEE Shi-Myung, 2006, action comedy, International Festival Premiere Voice, Equan CHOE, 2005, Horror Day, Italian Premiere Welcome To Dongmakgol, PARK Gwang-hyun, 2005, fantasy, European Premiere When Romance Meets Destiny, KIM Hyun-seok, 2005, romantic comedy, European Premiere You Are My Sunshine, PARK Jin-pyo, 2005, romantic comedy, European Premiere
THAILAND
Art of The Devil 2, "Ronin Team" (Kongkiat KHOMSIRI, Art THAMTHRAKUL, Yosapong POLSAP, Putipong SAISIKAEW, Isara NADEE, Pasith BURANAJAN & Seree PONGNIT), 2006, Horror Day, European Premiere Bangkok Loco, Pornchai HONGRATTANAPORN, 2004, cult comedy, Italian Premiere Dear Dakanda, Khomkrit TREEWIMOL, 2005, youth melodrama, International Festival Premiere Ghost of Valentine, Yuthlert SIPPAPAK, 2006, Horror Day, International Festival Premiere Hello Yasothorn, Petchthai WONGKAMLAO, 2005, retro-musical-comedy, International Festival Premiere M.A.I.D., Yongyoot THONGKONGTOON, 2004, spy comedy, European Premiere
TAIWAN
The Heirloom, Leste CHEN, 2005, Horror Day, Italian Premiere
ASIA CANTA! PANORAMA DEL MUSICAL ASIATICO ASIA SINGS! A SURVEY OF ASIAN MUSICAL FILMS
Third Sister Liu, SU Li, China 1961 Ashima, LIU Qiong, China 1964 Red Guards of Hong Lake, XIE Tian, CHEN Fangqian, XU Feng, China 1961 The Wild, Wild Rose, WANG Tianlin (WONG Tin-lam), Hong Kong 1960 Hong Kong Nocturne, INOUE Umetsugu, Hong Kong 1967 Because of Her, WANG Tianlin (WONG Tin-lam)/ YI Wen (Evan YANG), Hong Kong 1963 Mambo Girl, YI Wen (Evan YANG), Hong Kong 1957 Songs of Peach Blossom River, ZHANG Shankun /WONG Tin-lam, Hong Kong 1955 Singing Love Birds, MAKINO Masahiro, Japan 1939 Tokyo Cinderella Girl, INOUE Umetsugu, Japan 1954 Tokyo Kid, SAITO Torajiro, Japan 1950 The Performers, INOUE Umetsugu, Japan 1970 The Guy Who Started a Storm, INOUE Umetsugu, Japan 1957 Money Money Money, Prince Anusorn MONGKOLKARN, Thailand 1965 Love Begins Here, LIU Jia-chang, Taiwan 1973 Double Curve of Youth, HAN Hyeong-mo, South Korea 1956 The Big Broadcast, Tony CAYADO, Philippines 1962
INOUE Day
The Eagle and The Hawk, INOUE Umetsugu, Japan 1957 The Winner, INOUE Umetsugu, Japan 1957
SPECIAL EVENT
Masters of Horror: Imprint, MIIKE Takashi, 2006, period horror, European Premiere
(...retrospettiva che attendevo da molto, ma cazzo proprio il giorno prima di partire per Udine al Far East Festival!!! ...posticiperemo la partenza di un paio di giorni, tanto qua si gioca in casa...)
Sono innanzitutto due gli aspetti che maggiormente colpiscono lo spettatore occidentale di fronte all’opera di un regista come Miike Takashi: la prolificità del suo lavoro e la violenza dei suoi film. Del primo elemento è presto detto: più di 70 opere in quindici anni di carriera. Nel cinema di oggi nessuno, almeno fra i registi che contano, ha un ritmo di lavoro simile al suo. Sul secondo dei due aspetti, invece, il discorso è più complesso. Inutile negarlo: nel cinema di Miike ci si trova di fronte, sebbene solo in alcuni dei suoi film, Ichi the Killer in testa, a situazioni di una violenza estrema che oscilla fra il crudo realismo e il grottesco splatter e che non sempre il nostro sguardo è capace di reggere. Ora quest’elemento dell’opera di Miike ha prodotto due effetti in qualche modo contrastanti: da un lato ha fatto dei suoi film un oggetto di culto da parte di un pubblico, soprattutto giovanile, in cerca di forti emozioni; dall’altra ha reso perplessa, se non apertamente ostile, la critica più ufficiale (ma non i direttori dei festival cinematografici, compresi i più importanti, che fanno a gara per aggiudicarsi ‘l’ultimo Miike’). La violenza, comunque la si guardi, è un elemento imprescindibile del cinema di Miike, un ingrediente inevitabile delle sue storie di (vita e) malavita, spesso ambientate nel mondo della yakuza, la temibile mafia giapponese. Ma se tutto finisse qua, se il ruolo del cinema di Miike fosse semplicemente dettato dal fatto di aver realizzato tanti film violenti, non si capirebbe perché oggi, intorno al fenomeno Miike, si è creata una così grande attenzione. Ci deve essere dell’altro. E c’è dell'altro. La violenza ferisce. Fa male. Lascia i suoi segni non solo fuori ma anche dentro l’uomo. Soprattutto dentro. Nell’animo. La violenza, quella fisica, è nei film di Miike la causa e l’effetto di interiorità devastate, di psicologie ferite, di anime perdute. I suoi personaggi non ridono quasi mai, al massimo sorridono con amarezza: ne hanno passate troppe e sanno che troppe ne passeranno. La loro è una vera e propria cognizione del dolore. Non è un caso che lo sradicamento e l’estraneità siano fra i temi dominanti i film del regista: cinesi, coreani o brasiliani in Giappone, giapponesi in Cina o nelle Filippine, yakuza senza più una banda cui appartenere, figli privi di un padre in cui potersi riconoscere, uomini che si scoprono replicanti, creature che vivono solo sullo schermo di un computer. Anime violentate cui non è nemmeno concessa la speranza di un altrove dove poter finalmente iniziare davvero a vivere. E non è un caso, neanche, che i suoi film siano così pieni di bambini, nel presente o nel passato delle storie che ci raccontano. L’infanzia non è tanto, nel cinema di Miike, il contrappunto alla violenza degli adulti. L’infanzia è il luogo in cui iniziano a prodursi quelle ferite che porteranno alle terribili lacerazioni dell’età adulta: agli sguardi spenti, ai sentimenti di disperazione, alla consapevolezza che il futuro non sarà certamente migliore del presente che contrassegnano quasi tutti i personaggi del regista. C’è nel cinema di Miike una coerenza, una costanza e un approfondimento tematico che è solo quello dei grandi autori. Così come c’è, nella sua vasta produzione, un immaginario sorprendente che trascina lo spettatore in un vortice di invenzioni audiovisive che lascia esterrefatti. Come con quei ritmi di produzione Miike riesca a pensare in modi così intensi ogni singola immagine dei suoi film è davvero un mistero: dalle conversazioni alle sparatorie, dagli assoli esistenziali alle scene di gruppo, dai momenti di vita quotidiana ai più efferati omicidi tutto è sempre girato e montato con grande personalità. Miike ha imparato a fare cinema nei lunghi anni di apprendistato nel mondo dei film pensati direttamente per il mercato dell’Home Video, sottoponendosi a ferree regole produttive che però gli consentivano anche ampi margini di libertà espressiva. Ha lavorato con umiltà, senza le pretese di chi si sente già un autore – e quanti ce ne sono – prima ancora di aver visto una macchina da presa. Ha imparato il mestiere proprio come si faceva una volta nel cinema dei grandi studi. Finalmente oggi sta raccogliendo i risultati che il suo lavoro merita. Lunga vita al cinema proletario di Miike Takashi.
La retrospettiva Anime perdute. Il cinema di Miike Takashi, a cura di Stefano Boni, Dario Tomasi e neo(N)eiga, è un progetto del Museo Nazionale del Cinema realizzato con la collaborazione del Far East Film di Udine e grazie alla disponibilità di Kadokawa Pictures, Shochiku, Excellent Films, Toei, Klockworx, Emperor Movies, Blue Dolphin Films, The Coproduction Company, Mikado Film.
Anime perdute. Il cinema di Miike Takashi è la più grande retrospettiva mai realizzata al mondo sull'inesauribile cineasta giapponese. I curatori desiderano esprimere un ringraziamento particolare ad Alice Massa e Saka Misako, senza il cui aiuto tutto questo non sarebbe stato possibile.
In occasione degli incontri con Miike Takashi, previsti per il 19 e il 20 aprile al cinema Massimo, il Museo Nazionale del Cinema e Il Castoro presenteranno la monografia Anime perdute. Il cinema di Miike Takashi, a cura di Dario Tomasi con Stefano Boni e neo(N)eiga.
Al termine della retrospettiva, segnaliamo che Dario Tomasi terrà all’AIACE di Torino un corso in cinque lezioni sull’opera del regista giapponese. Il primo incontro avrà luogo lunedì 8 maggio (ore 19.00-21.00). Info: AIACE, Galleria Subalpina 30, Torino, tel. 011/538962.
_Mercoledì 19 aprile h. 20.45 Miike Takashi incontrerà il pubblico in sala e introdurrà il primo Dead or Alive _Giovedì 20 aprile h. 20.30 Miike Takashi presenta Ichi the Killer e, a seguire, introdurrà anche la proiezione speciale di Non aprite quella porta di Tobe Hooper, uno dei film da lui più amati. Solo per stomaci robusti. _Segnalo inoltre che il segmento Box diretto da Miike per l'omnibus Three... extremes sarà proiettato al cinema Massimo 3 Giovedì 13 aprile alle 20.15 e Venerdì 14 aprile alle 16.00. nell'ambito dell'omaggio a Park Chan-wook (autore del segmento Cut), Song Il-gon e Kim Jee-woon (presenti a torino con i loro film dopo il passaggio al Samsung Korea Film Fest, dal 31 marzo al 10 aprile a Firenze.