[....Vivo come un cammello in una grondaia, in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali,
e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste il male...
se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]


SAKURA


[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno...]



[...shizukani tokino kizuni kurushimu murewo kundewa tobanai taka furuki oshiewo tadotte kokoronomamani konokanashimiwo norikoete...]





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G.A.Romero & D.Argento


J.Carpenter


D.Aronofsky


W.K.Wai


S.Lee


Miike Takashi


Tim Burton


David Lynch





...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!!
*loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá. Non puó pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001


giovedì, dicembre 28, 2006
 
Speriamo di non farci la figura da pescivendoli!!
Nanni in BiancaNanni è il nuovo direttore artistico del festival del cinema di Torino, ma subito nascono le polemiche. L’annuncio è stato fatto dal Museo Nazionale del Cinema del capoluogo piemontese, incaricato ora dell’organizzazione dagli enti locali che finanziano la rassegna. Il compito è stato così tolto all’associazione Cinema Giovani, che da oltre vent’anni se ne occupava. Ma Gianni Rondolino, presidente di questa associazione che tra l’altro è titolare del marchio Torino Film Festival, non ci sta: «il Torino Film Festival è il nostro» dice. E, rispondendo indirettamente a un invito del neodirettore Nanni Moretti aggiunge: «Non c’è alcuna possibilità di collaborazione dell’associazione e dei passati direttori artistici, D’Agnolo Vallan e Turigliatto, con la nuova organizzazione». Così Rondolino, con fair play, rivolge «i più calorosi e amichevoli auguri di successo» per la nuova manifestazione agli assessori alla Cultura della Regione Piemonte, del Comune e della Provincia di Torino e al neodirettore Nanni Moretti ma, dice, l’anno prossimo di festival ce ne saranno due: stiamo già lavorando alla prossima edizione, le cui date sono già state definite nel corso di un incontro con i presidenti della Biennale di Venezia e della Festa del Cinema di Roma. Vuole un festival "serio e allegro", diminuendo le sezioni e "potenziando il rapporto con il cinema italiano": il regista Nanni Moretti spiega in un'intervista alla 'Stampa' come intende il Torino Film Festival. "Non mi piace un solo tipo di film, sono abbastanza vario". Per Moretti "la cosa più bella" ad un festival "è quando si fanno delle scoperte". Da regista, poi, nota che "la cosa più salutare è che ai festival si ha una bella ridimensionata dell'ego", e qui sono dell'idea contraria ma pazienza. Competizione con il neonato festival di Roma? "La Festa di Roma è andata bene e non potrà che andare meglio nella seconda edizione", risponde, ma sinceramente a me di come sia andata, poco me ne frega visto che il paragone non sussiste nemmeno, considerando la "Festa" di Roma la solita passerella commerciale con ben poco del cinema d'essai proposto dal Festival Taurinense.

sussurrato da sushi | 19:41 | commenti


martedì, dicembre 26, 2006
 
Lars Von Trier: Genio o pagliaccio?
Il dibattito su Von Trier accende la comunità cinefila da anni, e quest'ultima uscita del nostro non farà che radicalizzare le posizioni. Io sono sul lato genio, e son qui a spiegarvi perché quest'idea del quiz a premi durante il film non sia affatto una pagliacciata ma sia invece interessante.
Una delle possibili tecniche che viene usata nella recitazione è quella dell'"oggetto nascosto". Prima della rappresentazione si nasconde un oggetto sul pascoscenico; gli attori durante lo spettacolo lo devono trovare. Questo permette agli attori di spostare il fuoco dell'attenzione cosciente dalle battute e dai movimenti che devono effettuare sul palco, e di realizzare quindi una maggiore automatizzazione, uno shift verso il controllo inconscio di tonalità e gesti. Si ottiene paradossalmente una maggiore naturalezza e "verità" della recitazione: paradossalmente, perché mentre l'attore dice morire, dormire, forse sognare in realtà sta pensando a dove diavolo possa essere nascosto l'oggetto, e magari lancia delle sbirciatine qui e lì.
Von Trier propone una cosa del genere allo spettatore. Il film si dipana sullo schermo mentre l'attenzione cosciente dello spettatore viene deviata sulla ricerca degli oggetti sbagliati. E' un meccanismo simile a quello della trance ipnotica: concentrando il fuoco dell'attenzione su un punto preciso, si fa sì che le parole dell'ipnotista trovino accesso alla mente inconscia superando gli sbarramenti presenti in condizioni normali.
Insomma dopo la brechtiana sequenza di film iniziata con Dogville, in cui si tolgono gli elementi di distrazione dallo svoglimento della vicenda presentando una scena che è decisamente appropriato definire nuda, qui siamo all'esperimento opposto: distrarre il più possibile lo spettatore, ipnotizzarlo come, con tecniche diverse, già succedeva in Europa.
Mi viene in mente un non incoraggiante precedente: Giochi nell'acqua di Peter Greenaway, in cui i numeri da 1 a 100 passavano sullo schermo nascosti nella scenografia, e lo spettatore era naturalmente inclinato a distrarsi per cercarle. Quello è un film che rappresenta abbastanza esemplarmente cosa non mi piace nel cinema (il freddo intellettualismo, l'inemozione); vedremo cosa riesce a cavare dallo stesso principio il regista danese. Io sono fiducioso.
sussurrato da sushi | 19:27 | commenti


domenica, dicembre 03, 2006
 

Jissoji Akio (1937 - 2006)

Il 29 novembre è morto a Tokyo Jissoji Akio. Aveva 69 anni. Il Far East Film gli aveva dedicato una retrospettiva quest’anno, dove come al solito ho allargato ulteriormente i miei orizzonti e soddisfatto le mie curiosità, edizione alla quale lui non aveva potuto partecipare per i problemi di salute che ora capiamo essere stati molto gravi.
Jissoji aveva cominciato a lavorare come regista televisivo, e divenne famoso nel corso degli anni ‘60 per le serie di “Ultra Seven” e “Ultraman”, il capostipite di tantissimi nuovi di eroi giapponesi che rinverdirono i fasti dei classici nipponici degli anni '60, quelli che avevano per protagonista i vari Godzilla e Gamera.
Ultraman e i suoi cloni, però, erano diversi; il protagonista non è più il mostro ma l'eroe buono che combatte contro il male una lotta spesso impari ma quasi sempre vittoriosa.
Una volta lasciata la TBS, i suoi film furono prodotti dall’Art Theatre Guild. La fama internazionale arrivò nel 1970 con Mujo (This Transient Life), che vinse il Festival di Locarno. Nel 1979 girò una versione cinematografica di Ultraman. Dopo dieci anni di assenza dal mondo del cinema, nel 1988 girò Teito Monogatari (Tokyo, the last megalopolis), che lo confermò come regista di culto. Negli anni ‘90 si dedicò ai video per adulti nonché ad alcuni adattamenti da Edogawa Ranpo (Yaneura no sanposha, A Watcher in the Attic, 1994, e D-zaka no satsujin jiken, The D-slope Murdercase, 1998). Anche Ranpo jigoku (Ranpo Noir, 2005), che è un film collettivo, è ispirato allo scrittore. Quest’autunno aveva completato altri due film, un segmento del film collettivo Yume yuya (Dream of Ten Nights) e un remake per il cinema di una sua serie del 1971, “Silver Mask”.

CURIOSITA' SU ULTRAMAN (UROTARAMAN)

o
Ultraman proviene dalla Terra dela Luce(conosciuta anche come Terra degli Ultra), un pianeta distante 3.000.000 di anni luce dalla Terra nella nebulosa M78 e abitato dalla razza degli Ultra.
La razza degli Ultra nasce dalle mutazioni genetiche che gli abitanti della Terra della Luce subirono dopo che la loro stella fu sostituita (a causa della sua trasformazione in supernova) da un generatore artificiale; mutazioni che gli conferirono i poteri straordinari di cui Ultraman si serve nelle sue battaglie in difesa della Terra.
La razza degli Ultra, dopo il cambiamento, visse in pace per migliaia di anni ma alcuni mostri alieni attaccarono la Terra della Luce costingendo i suoi abitanti ad utilizzare i superpoteri per difendersi. Dopo aver sventato l'invasione gli ultra decisero di fondare la "Guarnigione degli Ultra" un corpo di poliziotti spaziali messi a guardia della pace e della giustizia nell'universo.

o In Giappone oltre all'originale Ultraman sono stati trasmesse tantissime serie di telefilm che coinvolgono tanti membri della "Razza degli Ultra" ma pochissimi sono stati tradotti al di fuori del Giappone e nessuno in italiano.
Ricordiamo: Ultraman Seven, Ultraman Leo, Ultraman king, Ultraman Taro, Ultraman Tyra, Ultraman Dyna, Ultraman Ace.

sussurrato da sushi | 15:18 | commenti (1)