[....Vivo come un cammello in una grondaia, in questa illustre e onorata società!
E ancora, sto aspettando, un'ottima occasione per acquistare un paio d'ali,
e abbandonare il pianeta.
E cosa devono vedere ancora gli occhi, e sopportare?
I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare!
Eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste il male...
se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.
Come piombo pesa il cielo questa notte.
Quante pene, e inutili dolori....]


SAKURA


[...In silenzio soffro i danni del tempo
le aquile non volano a stormi
vivo è il rimpianto della via smarrita nell'incerto cammino del ritorno...]



[...shizukani tokino kizuni kurushimu murewo kundewa tobanai taka furuki oshiewo tadotte kokoronomamani konokanashimiwo norikoete...]





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...quanti elefanti saranno mai passati di qua??!!
*loading*...elefanti si dondolavano
sopra il filo di una ragnatela
e considerando la cosa interessante
andarono a chiamare un altro elefante...

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venerdì, dicembre 14, 2007
 
New York | 13 dicembre 2007
 
Il New York Times: gli italiani il popolo meno felice d'Europa
L'Italia sembra non amarsi più scrive il Nyt. La parola d'ordine è "malessere" e gli italiani, nonostante abbiano inventato l'arte di vivere, in un recente sondaggio affermano di essere il popolo meno felice dell'Europa occidentale. "E 'un paese che ha perso un po' della sua fiducia nel futuro", ha detto Walter Veltroni, sindaco di Roma e possibile futuro primo ministro del centrosinistra. "C' è più paura che speranza." I problemi, continua il quotidiano americano, per la maggior parte non sono nuovi e questo è il punto. Hanno semplicemente oppresso l'Italia per molti anni e ora a nessuno è chiaro come sia possibile un cambiamento o se sia ancora possibile un cambiamento. L'Italia ha tracciato il proprio modo di appartenere all'Europa, lottando come pochi altri paesi con una politica frammentata, la mancanza di crescita, la criminalità organizzata e un debole senso dello Stato. Ora la frustrazione sta crescendo perchè queste vecchie debolezze non migliorano, mentre il mondo sorpassa il paese. E il Nyt fa l'esempio della Spagna. Il modo di vivere poco tecnologico degli italiani può essere interessante per i turisti, ma l'utilizzo di Internet è tra i più bassi in Europa, così come gli investimenti esteri e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e i costi del governo, invece, sono tra i più elevati del vecchio continente. Le ultime analisi mostrano una nazione più vecchia e più povera e quelli che erano i punti di forza stanno diventando una debolezza. Il piccolo commercio, le aziende a conduzione familiare si trovano a combattere contro la globalizzazione e in particolare con la competitività della Cina. I debiti colpiscono le famiglie: il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vivono ancora a casa condannando i giovani a un'adolescenza estesa e improduttiva. La maggioranza dei più bravi lascia il paese. Il 'malessere' politico degli italiani e' simboleggiato, sostiene il New York Times, dall' ascesa del comico Beppe Grillo e dalla popolarita' del suo attacco alla classe politica italiana al grido di 'Basta! Basta!'. Sono diventati best-seller in Italia libri come 'La Casta' e 'Gomorra' che attaccano, con angolature diverse, il comportamento dei politici. La ricerca della University of Cambridge, guidata dalla economista Luisa Corrado, mostra un collegamento tra fiducia nel proprio parlamento e
livello di insoddisfazione di una nazione. I piu' felici sembrano i danesi (che si fidano al 64 per cento delle istituzioni), i piu' infelici sono gli italiani (solo il 36 per cento si fida).
L'ex-premier Silvio Berlusconi ha perduto le elezioni per non avere mantenuto le promesse fatte ma il nuovo governo di Romano Prodi non appare una 'cura magica' - osserva il New York Times - Ha deluso fin dalla sua prima scelta: un governo con ben 102 ministri o sottosegretari, un nuovo record. Il malessere degli italiani si estende anche all'arte: non ci sono piu' i Fellini, i Rossellini, le Loren. "Il cinema italiano, la sua Tv, arte, letteratura e musica sono raramente considerate all'avanguardia", afferma il giornale. Tra i pochi aspetti positivi c'e' il prestigio che continua a circondare il marchio 'Made in Italy'. Ma l'Italia deve stare ben attenta a non seguire il destino della Repubblica di Venezia, una delle citta' piu' belle del mondo diventata, dopo la perdita del dominio commerciale, quello che e' oggi: "uno splendido cadavere calpestato da milioni di turisti".

E Napolitano s'indigna
Giorgio Napolitano definisce senza mezzi termini "pura idiozia" alcuni passaggi della corrispondenza del New York Times di oggi e spiega che l'Italia non e' certo quella di Beppe Grillo. "Esiste capacita' di iniziativa, una spinta dal basso che porta ad eccellere e certe cose mi piacerebbe vederle sui giornali. E' molto piu' facile avere come modello un noto comico italiano". In particolare al Presidente sono sembrati poco graditi alcuni passaggi sui rappresentanti politici eletti in parlamento.
 
 
 

 
 
 
Smettiamola di arrampicarci sugli specchi, non commento la presa di posizione di Napolitano! Avrò io il dente avvelenato, perchè mi ritrovo per l'ennesima volta a combattere contro i mulini a vento del mondo del lavoro e della contrattualistica italiana, cercando di ingoiare il boccone amaro di un mancato rinnovo di contratto, ma non mi sento di contraddire l'autore dell'articolo del NYT. Altro che "pura idiozia", va delineandosi un immagine di un’Italia strangolata dalle lobby, dove fanno da padrone le banche; ma come cazzo si fà a cercare un appiglio razionale per smentire il malessere a cui fa riferimento l'articolo tra le vicende della ThyssenKrupp di questi giorni e la difficoltà di sbarcare il lunario, tra la guerra quotidiana contro millantati diritti, ed una meritocrazia che latita in ogni dove!!
 
 
 
 
Povera Patria
 
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
 
Franco Battiato

 

 
 
sussurrato da sushi | 00:17 | commenti